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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Ipertensione portale PDF Stampa E-mail
Scritto da da internet   
Giovedì 30 Marzo 2017 15:31
  1. SI definisce ipertensione portale una pressione sanguigna eccessivamente elevata nella vena porta, la vena di grosso calibro che porta il sangue dall’intestino al fegato, e nelle sue diramazioni.

$1·         Nei Paesi occidentali, la cirrosi (cicatrizzazione che distorce la struttura del fegato e ne compromette la funzionalità) ne è la causa più comune.

$1·         L’ipertensione portale può portare a un addome rigonfio, a malessere addominale, stato confusionale ed emorragia nel tratto digerente.

$1·         Il medico basa la diagnosi sui sintomi e i risultati di un esame obiettivo, talvolta sull’ecografia, la tomografia assiale computerizzata (TAC), la risonanza magnetica per immagini (RMI) o una biopsia epatica.

$1·         I farmaci possono ridurre la pressione del sangue nella vena porta, ma se si verifica sanguinamento nel tratto digerente, è necessario un trattamento d’emergenza.

$1·         Il trattamento talvolta comporta un trapianto di fegato o la creazione di un tratto attraverso cui il sangue possa bypassare il fegato (shunt portosistemico).

La vena porta riceve sangue proveniente da tutto l’intestino, nonché dalla milza, dal pancreas e dalla cistifellea e trasporta il sangue al fegato. Dopo essere entrata nel fegato, si divide nei rami destro e sinistro e quindi in diramazioni più piccole che attraversano il fegato. Quando il sangue lascia il fegato, torna di nuovo nel circolo sistemico attraverso le vene epatiche (vedere Vascolarizzazione del fegato).

I fattori che possono far aumentare la pressione sanguigna nei vasi sanguigni portali sono due:

$1·         un aumento del volume ematico che fluisce attraverso i vasi

$1·         una maggiore resistenza al flusso ematico attraverso il fegato

Nei Paesi occidentali, la causa principale dell’ipertensione portale è l’aumentata resistenza al flusso del sangue causata da un’estesa cicatrizzazione del fegato che è diventato cirrotico. La cirrosi è spesso causata da:

$1·         Epatite C cronica (epatite presente da almeno 6 mesi)

$1·         Assunzione di grandi quantità di alcol per lunghi periodi

L’ipertensione portale porta allo sviluppo di nuove vene (chiamate vasi collaterali) che bypassano il fegato. Queste vene collegano direttamente i vasi sanguigni portali alle vene che portano via il sangue dal fegato fino al circolo sistemico. A causa di questa deviazione, le sostanze che vengono normalmente rimosse dal sangue attraverso il fegato (come le tossine) vengono immesse nel circolo sistemico. I vasi collaterali si sviluppano in sedi specifiche. I più importanti si trovano nella parte bassa dell’esofago e nella parte superiore dello stomaco. In tale sede, i vasi aumentano di diametro e appaiono congesti e tortuosi, trasformandosi in vene varicose dell’esofago (varici esofagee) o dello stomaco (varici gastriche). Questi vasi dilatati sono fragili e inclini al sanguinamento, talvolta causando un’emorragia grave e, anche se raro, fatale. Altri vasi collaterali possono svilupparsi in prossimità della parete addominale e del retto.

L’ipertensione portale spesso causa l’ingrossamento della milza perché la pressione interferisce con il flusso ematico dalla milza verso i vasi sanguigni portali. Quando la milza s’ingrossa, il numero (la conta) dei globuli bianchi può diminuire (aumentando il rischio di infezioni), così come può diminuire il numero (la conta) delle piastrine (aumentando il rischio di emorragie).

L’aumento della pressione nei vasi sanguigni portali può indurre la fuoriuscita di liquido contenente proteine (liquido ascitico) dalla superficie del fegato e dell’intestino, liquido che si accumula poi nella cavità addominale. Questa condizione è chiamata ascite ( Ascite).

Il fegato riceve l’ossigeno e i nutrienti di cui ha bisogno dal sangue trasportato da due grandi vasi sanguigni:

  • vena porta
  • arteria epatica

La vena porta fornisce circa i due terzi del sangue. Questo sangue contiene ossigeno e molti nutrienti provenienti dall’intestino e trasportati al fegato per essere metabolizzati. L’arteria epatica fornisce il terzo rimanente del sangue. Questo sangue ricco di ossigeno proviene dal cuore e fornisce al fegato circa la metà del fabbisogno di ossigeno. Poiché il fegato riceve sangue da due vasi sanguigni, è più protetto: se uno di questi vasi sanguigni dovesse danneggiarsi, spesso il fegato può continuare a funzionare perché riceve l’ossigeno e i nutrienti dall’altro vaso.

Vascolarizzazione del fegato

 

Il sangue esce dal fegato con le vene epatiche. Questo sangue è una mescolanza del sangue proveniente dall’arteria epatica e dalla vena porta. Le vene epatiche trasportano il sangue alla vena cava inferiore, la vena più grande del corpo, che poi trasporta il sangue proveniente dall’addome e dalle parti basse del corpo alla parte destra del cuore.

Le patologie dei vasi sanguigni (vascolari) del fegato dipendono da uno scarso flusso ematico, in entrata o in uscita dal fegato. Se il problema è l’efflusso ematico dal fegato, il sangue ristagna nel fegato e provoca una congestione. In entrambi i casi, le cellule epatiche non ricevono sangue a sufficienza (ischemia) e sono quindi deprivate di ossigeno e nutrienti.

Un insufficiente flusso ematico, in entrata o in uscita dal fegato, può dipendere da un’insufficienza cardiaca o da patologie che rendono più probabile la coagulazione del sangue (coagulopatie). Nelle coagulopatie, un coagulo può ostruire la vena porta o la vena epatica, rallentando o bloccando il flusso ematico.

 
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