gototopgototop

Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

artespettacolo

LA vena portale, restringimento PDF Stampa E-mail
Scritto da da internet   
Giovedì 30 Marzo 2017 15:39

LA  trombosi portale è un’ostruzione o un restringimento della vena porta (il vaso sanguigno che porta il sangue dall’intestino al fegato) dovuti a un coagulo di sangue.

  • La maggior parte dei soggetti è asintomatica, ma alcuni di loro presentano un accumulo di liquido nell’addome, una milza ingrossata e/o una grave emorragia esofagea.

  • L’eco-Doppler generalmente è in grado di confermare la diagnosi.

  • Se possibile, vengono trattati la causa e i problemi correlati, e si può ricorrere a farmaci per dissolvere il coagulo o per evitare che possa aumentare di dimensioni o che possano formarsene altri.

Poiché la vena porta ha un lume ristretto o ostruito, la pressione sanguigna nella vena porta aumenta. Questo aumento della pressione (ipertensione portale,Ipertensione portale) spesso causa l’ingrossamento della milza (splenomegalia). Inoltre, provoca dilatazione e attorcigliamento (varicosità) delle vene dell’esofago (varici esofagee) e spesso dello stomaco (varici gastriche). Queste vene possono sanguinare abbondantemente.

L’accumulo di liquidi nell’addome (ascite, Ascite) non è frequente, ma può manifestarsi se il soggetto presenta anche congestione epatica (ristagno di sangue nel fegato) o danno epatico, come una grave sclerosi epatica (cirrosi), oppure quando vengono somministrate grandi quantità di liquidi per via endovenosa per trattare l’emorragia massiva dovuta alla rottura delle vene varicose nell’esofago o nello stomaco. Se un soggetto cirrotico sviluppa una trombosi della vena porta, la sua condizione peggiora.Se un coagulo di sangue ostruisce improvvisamente la vena, si somministra talvolta un farmaco in grado di dissolvere i coaguli di sangue (come un attivatore tessutale del plasminogeno). L’efficacia di questo trattamento (detto trombolisi) non è chiara.

Se la patologia insorge gradualmente, si ricorre talvolta a un anticoagulante, come l’eparina, per un lungo periodo, onde evitare che i coaguli aumentino di dimensioni o che se ne formino altri. Gli anticoagulanti non dissolvono i coaguli di sangue esistenti.

Generalmente, nei neonati e nei bambini si tratta la causa (di solito, l’infezione del cordone ombelicale o l’appendicite acuta).

Vengono inoltre gestiti i problemi causati dall’ipertensione portale. L’emorragia dalle vene varicose nell’esofago può essere arrestata con diverse tecniche ( Trattamento):

  • comunemente si inseriscono bende elastiche attraverso una sonda flessibile a fibre ottiche (endoscopio), che viene posizionata attraverso la bocca fino all’esofago. Le bende vengono usate per legare le vene varicose.

  • I farmaci antipertensivi, come i beta-bloccanti e i nitrati, riducono la pressione portale e prevengono quindi l’emorragia esofagea.

  • Per facilitare l’arresto dell’emorragia, si può somministrare per via endovenosa l’octreotide, un farmaco che riduce il flusso ematico al fegato e, quindi, la pressione sanguigna nell’addome.Il sanguinamento dalle varici esofagee è un’emergenza medica. Farmaci come la vasopressina o l’octreotide possono essere somministrati per endovena per far contrarre le vene che sanguinano e rallentare l’emorragia. Per ripristinare il sangue perso si effettuano trasfusioni di sangue. Di solito, per confermare che il sanguinamento proviene dalle varici, il medico ricorre a una sonda flessibile a fibre ottiche (endoscopio) inserita attraverso la bocca fino all’esofago. Lavorando attraverso l’endoscopio, è possibile usare bendaggi gommati per costringere le vene oppure iniettare una soluzione per sigillarle (scleroterapia).

    Per ridurre il rischio di sanguinamento da varici esofagee si può tentare di ridurre la pressione nella vena porta. Un modo di farlo è somministrare farmaci come il timololo, il propranololo, il nadololo o il carvedilolo.

    Se l’emorragia persiste o si ripete spesso, si può ricorrere a una procedura detta shunt portosistemico per connettere la vena porta o una delle sue diramazioni a una vena del circolo sistemico. Tale procedura reindirizza la maggior parte del sangue che normalmente va al fegato, che viene bypassato. Il bypass (chiamato shunt) porta alla riduzione della pressione nella vena porta, dato che la pressione nel circolo sistemico è molto più bassa.

    Esistono diversi tipi di procedure di shunt portosistemico. In un tipo, chiamato shunt portosistemico intraepatico transgiugulare (transjugular intrahepatic portosystemic shunting, TIPS), i medici usano la radiografia come guida, inseriscono un catetere con un ago in una vena del collo e lo guidano fino alle vene del fegato. Il catetere viene usato per creare un passaggio (shunt) che connette la vena porta (o una delle sue diramazioni) direttamente a una delle vene epatiche. La creazione di shunt portosistemici per via chirurgica è meno frequente.

    Di solito gli interventi di shunt bloccano efficacemente l’emorragia, ma comportano alcuni rischi, in particolar modo l’encefalopatia epatica ( Encefalopatia epatica).

    Alcune persone necessitano di un trapianto di fegato.

 
 
Indietro

Sei qui: Medicina LA vena portale, restringimento