gototopgototop

Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

artespettacolo

Studio dentistico PDF Stampa E-mail
Scritto da da siti internet   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 14:38

Norme per aprire uno studio dentistico

Nella normativa italiana sono previste due tipologie differenti di luoghi in cui un odontoiatra può svolgere la professione: lo studio e la struttura (casa di cura o ambulatorio). 

Lo studio, anche associato, è il luogo ove l’odontoiatra esercita la professione e non necessita di autorizzazione all’apertura, a meno che ciò non sia espressamente previsto dalle Leggi regionali. Tale autorizzazione è richiesta soltanto per gli istituti (strutture) che abbiano una interna organizzazione di mezzi e personale diretta alla cura di talune malattie e all'assistenza di speciali stati fisiologici o patologici dell'organismo umano e, in relazione alla loro funzione assumono una individualità propria distinta da quella dei sanitari che ivi prestano la propria opera professionale. Ma quando questa organizzazione a sé manca, quando lo Studio o Gabinetto si identifica, sotto il riflesso dell'attività professionale con la persona che tale attività direttamente vi esercita, l'autorizzazione del Sindaco si risolverebbe in una superflua duplicazione del titolo di abilitazione professionale.

Gli adempimenti necessari per poter aprire uno studio dentistico sono molteplici e possono essere suddivisi in adempimenti precedenti l’apertura e in adempimenti durante lo svolgimento dell’attività. Qui prenderemo in esame solamente i requisiti e gli adempimenti necessari per l’apertura di uno studio monoprofessionale e\o associato, tralasciando quelli necessari per l’apertura di strutture complesse soggette ad autorizzazione regionale.

Questo testo vuole essere un semplice promemoria, non obbligatorio a norma di Legge,  e non già un testo esaustivo di tutte le problematiche legali ed amministrative legate all’apertura di uno studio dentistico, anche perché le norme che regolano l’attività sanitaria sono in continua evoluzione e sono soggette a leggi e regole non solo nazionali ma anche regionali.

  1. Iscrizione all’Ordine e all’Albo degli Odontoiatri
  2. ·    Apertura di una posizione I.V.A. e il possesso dei relativi libri contabili
  3. destinazione d’uso dell’immobile: A10: “Uffici e studi privati”;
  4. autorizzazione condominiale;
  5. Rispetto delle norme relative alla pubblicità sanitaria e alle targhe
  6. Stipula di un contratto con ditte autorizzate per lo smaltimento dei rifiuti speciali e\o pericolosi 
  7. Impianto elettrico adeguato alla legge 46/90 ( gli studi odontoiatrici vengono considerati ambulatori medici di tipo A). La verifica dell’impianto elettrico deve avere una cadenza biennale;
  8. Se presenti dei dipendenti, rispetto delle norme di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (Legge 626/94)
  9. Possesso dei farmaci e materiali necessari in caso di emergenze sanitarie
  10. Se si effettueranno prestazioni protesiche o talune prestazioni ortodontiche, rispetto della normativa inerente la conformità dei dispositivi medici su misura (Direttiva 93/42 CEE)
  11. ·     adozione delle misure salva privacy (Dlgs. 196 del 30/06/03);
  12. ·     comunicazione di detenzione dell'apparecchio radiografico 30 giorni prima dell’entrata in possesso di un apparecchio, all’ASL competente, ai Vigili del Fuoco e all’Ispettorato Provinciale del Lavoro;
  13. ·     nomina dell’esperto qualificato (D. Legs. n° 230/1995 modificato dal 187/2000 e dal 241/2000). La Sorveglianza fisica della radioprotezione e il controllo di qualità vanno effettuati congiuntamente con frequenza biennale;
  14. ·     tassa di concessione regionale variabile da regione a regione (in alcune regioni non si paga) per l’apparecchio con una tensione inferiore ai 100 Kvolt;
  15. ·     premio assicurativo INAIL per ogni tubo radiogeno installato;
  16. ·     norme antincendio (DM del 18 settembre 2002 e DM del 10 marzo 1998): lo studio dentistico dovrebbe rientrare nelle strutture sanitarie di tipo C cioè strutture destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale in cui non è previsto il ricovero;
  17. ·     i compressori devono avere una rumorosità inferiore ai 60 dB e se non superano i 100 litri di capienza non necessitano di alcuna autorizzazione;
  18. ·     per le esecuzioni musicali o di immagini televisive diffuse nelle sale d'attesa degli studi odontoiatrici sono dovuti i diritti d'autore in base alla legge 633/41;
  19. ·     abbonamento Rai: va pagato se nello studio c’è un collegamento televisivo o radiofonico con le reti nazionali RAI;

Iscrizione all’Ordine e all’Albo degli Odontoiatri

Sono necessari dei requisiti minimi che vi verranno indicati dalla segreteria dell’Ordine. Ci si iscrive ad un solo Ordine, quello competente per territorio dove si ha la propria residenza o dove si svolgerà l’attività professionale. Naturalmente si è autorizzati a svolgere la professione su tutto il territorio nazionale. Con l’iscrizione all’Ordine si viene anche automaticamente iscritti all’ENPAM.

Apertura di una posizione I.V.A. e il possesso dei relativi libri contabili

I registri vanno fatti vidimare all’ufficio IVA o all’ufficio del registro. Esistono due tipi di contabilità: ordinaria o semplificata. Per ordinaria:

registro IVA fatture di acquisto

registro IVA fatture di vendita

registro beni ammortizzabili

registro cronologico dei componenti di reddito e dei movimenti finanziari

Per semplificata:

registro IVA fatture di acquisto

registro IVA fatture di vendita

registro incassi e pagamenti ai fini delle imposte sul reddito

Idoneità strutturale dei locali

I locali in cui si intende aprire lo studio devono avere la destinazione d’uso dell’immobile del tipo A10 (Uffici e studi privati); inoltre è necessaria l’autorizzazione condominiale. Pertanto (categoria A 10) i locali avranno una illuminazione e un ricambio d’aria consono alla loro destinazione d’uso. Attualmente non è previsto l’obbligo della creazione di un servizio igienico a norma per i portatori di handicap, tuttavia se questo fosse possibile è da prendere in considerazione, soprattutto in fase progettuale. La ASL effettua anche un servizio di consulenza preventiva in fase progettuale dello studio.

Come già detto i locali operativi dovranno essere separati tra loro e dagli altri in maniera idonea a garantire la segretezza delle prestazioni eseguite, non esistono metrature “obbligatorie”, ma gli spazi dovranno essere sufficienti a permettere il passaggio attorno al riunito e dovranno essere consoni alle tipologie delle prestazioni erogate.

È necessario uno spazio separato in cui effettuare le procedure idonee ad ottenere la sterilità degli strumenti operativi (vedi allegato).

Rispetto delle norme relative alla pubblicità sanitaria e alle targhe

La pubblicità sanitaria è strettamente regolamentata sia a livello legislativo che deontologico. Per qualunque tipo di pubblicità, anche per quelle consentite, è necessario il nulla – osta da parte dell’Ordine.

Pertanto è necessario presentare domanda presso la segreteria, che fornirà tutti gli ulteriori ragguagli

 

 

Stipula di un contratto con ditte autorizzate per lo smaltimento dei rifiuti speciali e\o pericolosi e registro di carico-scarico

I rifiuti delle attività sanitarie vengono considerati “rifiuti speciali” e, tra questi, vengono considerati “pericolosi” e pertanto devono essere smaltiti in maniera particolare e disciplinata. In pratica si tratta di conferirli a ditte autorizzate (è opportuno, al momento della stipula del contratto, esigere fotocopia dell’autorizzazione). La ditta fornirà i contenitori in cui raccogliere, separatamente, tali rifiuti (contagiati da liquidi organici, amalgama, liquidi radiologici, contenitore per materiali taglienti). L’obbligo dell’odontoiatra, come detto, è di raccogliere separatamente tutti i rifiuti speciali e\o pericolosi, e di assicurarsi del corretto smaltimento degli stessi. In pratica deve verificare, se i rifiuti vengono consegnati a soggetti privati autorizzati, di ricevere copia del formulario di identificazione (di cui una prima copia viene rilasciata al momento del ritiro da parte della ditta) controfirmata e datata dal destinatario. Tale copia di ritorno deve essere conservata in ordine cronologico. In caso di mancato ricevimento della stessa entro tre mesi, esiste l’obbligo di denuncia della mancata ricezione alla Provincia.

Verifica delle caratteristiche di idoneità dell’impianto elettrico

L’impianto elettrico deve sottostare a regole molto precise. Deve essere progettato da un professionista autorizzato, essere costruito a “regola d’arte” da una impresa iscritta alla CCIAA e in possesso del certificato di riconoscimento ad operare nel settore ed essere verificato sia per la sicurezza che per la funzionalità dall’impresa installatrice che deve rilasciare la “dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte” completata dai vari allegati previsti in particolare che abbia rispettato il progetto, seguito la normativa CEI, installato componenti e materiali costruiti a regola d’arte e controllato l’impianto ai fini della sicurezza e funzionalità.

Il dentista deve: depositare presso i competenti uffici comunali copia del progetto e, successivamente, della dichiarazione di conformità; effettuare, all’ISPESL, la denuncia dell’impianto di messa a terra (su apposito modulo ed entro trenta giorni)..  Il dentista deve inoltre far eseguire da un tecnico qualificato delle verifiche periodiche dell’impianto stesso, i cui risultati andranno trascritti su un apposito “registro delle verifiche periodiche”. Ogni due anni va contattato un ente di verifica della messa a terra (DPR 22/10/2001 n. 462 ASL,  ARPAL o altri organismi individuati dal Ministero delle attività produttive).

Periodo temporale

Intervento richiesto

Normativa di riferimento

Figura professionale

Quando

Prima dell’inizio attività

Progettazione

D.L. 46/90

CEI 64-8/7;

V2

Professionista abilitato

Prima dell’inizio attività

Esecuzione dell’impianto da parte di ditta autorizzata e conseguente rilascio certificazione di conformità

DL  46/90

Come sopra

Prima dell’inizio attività

Denuncia dell’impianto di terra dopo l’esecuzione dello stesso

Come sopra

 Come sopra

Durante l’uso nel tempo

Verifiche periodiche dell’impianto

CEI 64-8/7;

V2

Come sopra

Verifiche con frequenza variabile da uno a tre anni

Durante l’uso nel tempo se presente personale dipendente

Verifica di terra

DPR 462/01

Ente certificato dal Ministero

Ogni due anni

 

 

 

 

Apparecchiature elettromedicali

 

Periodo temporale

Intervento richiesto

Normativa di riferimento

Figura professionale

Quando

Prima dell’inizio attività

Acquistare unicamente apparecchiature certificate

Direttiva Macchine

Durante l’uso nel tempo

Verifiche periodiche

CEI 62-5

Professionista abilitato

Verifiche con frequenza biennale

Rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro

E’ la legge 626/94 così come successivamente integrata. È consigliabile che il titolare dello studio, se avrà personale dipendente, effettui il corso di formazione apposito, presso qualsiasi ente (segnaliamo quelli forniti dalle Associazioni), al fine di essere egli stesso il responsabile della sicurezza (qualora non rivesta già questo ruolo)

Brevissimamente possiamo dire che gli adempimenti da fare sono molteplici, quelli più importanti sono:

La creazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), che può essere lo stesso datore di lavoro

La creazione dell’addetto incaricato all’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, pronto soccorso, pronto intervento ed emergenza ed evacuazione

La creazione e la nomina del Rappresentante dei Lavoratori (RLS)

Formazione e informazione dei lavoratori

Stesura di un piano d’emergenza ed evacuazione (se presenti più di 10 dipendenti).

Valutazione dei rischi: elaborazione di un documento che contiene la valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure di prevenzione e il loro programma di attuazione. Per chi ha meno di 10 dipendenti è sufficiente l’autocertificazione. Una valutazione separata va fatta in caso di maternità (D.Lgs. 151/01).

Periodo temporale

Intervento richiesto

Normativa di riferimento

Figura professionale

Quando

Prime dell’inizio attività

Corso di preparazione

DL 626/94

Entro 3 mesi dalla data di apertura dello studio, se in presenza di personale dipendente

Dopo il corso

Comunicare alla ASL e all’Ispettorato del Lavoro, competenti per territorio, il nominativo del Responsabile

DL 626/94

Medico titolare dello studio

Dopo il corso

Effettuare valutazione dei rischi mentre i/il lavoratori/e dovranno/à comunicare il nominativo del Rappresentante

Come sopra

Come sopra

Come sopra e ogni qualvolta vi siano variazioni significative

Durante l’attività

Corsi periodici per il dipendente

Come sopra

Periodicamente al fine di dimostrare un idoneo programma di formazione

Possesso dei farmaci e materiali necessari in caso di emergenze sanitarie

L’odontoiatra deve essere in grado di prevenire ed eventualmente fronteggiare eventuali emergenze mediche.

Pertanto è consigliabile disporre di alcuni farmaci ed attrezzature. Tutto ciò è sempre e soltanto sotto la responsabilità civile, penale e professionale del singolo odontoiatra, pertanto la lista che segue è solamente a titolo esemplificativo.

Antipertensivi

Antipotensivi

Antistaminici

Broncodilatatori

Coronarodilatatori

Cortisonici

Parasimpaticolitici

Sedativi

Simpaticomimetici

Soluzioni iniettabili

Zucchero in zollette

E le seguenti attrezzature

Fonendoscopio

Sfingomanometro

Bombola d’ossigeno

Pallone Ambu set di maschere

Set di canule oro – tracheali

Aghi cannula

Pinza tiralingua

Stick per la determinazione rapida della glicemia

Set per cricotomia

 

 

 

Conformità dei dispositivi medici su misura

E’ la direttiva 93/42/CEE (D.Lgl. 24/2/97 n. 46 e D.Lgl. 25/2/98 n. 86) che ha il compito di armonizzare le disposizioni in materia di protezione e sicurezza della salute dei pazienti ed ha come oggetto i dispositivi medici. Gli odontoiatri ne sono coinvolti solamente per alcuni aspetti.

Che cosa si intende per “dispositivo medico”: “qualsiasi strumento, apparecchio, impianto, sostanza o altro prodotto, utilizzato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato dal fabbricante ad essere impiegato nell'uomo a scopo di diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia; di diagnosi, controllo, terapia, attenuazione o compensazione di una ferita o di un handicap; di studio, sostituzione o modifica dell'anatomia o di un processo fisiologico;….omissis”.

Quindi tutti i materiali che andranno in bocca e le attrezzature utilizzate sul paziente.

Tutti i prodotti devono possedere la marcatura CE, per quelli, nel nostro caso le protesi e alcuni tipi di apparecchi ortodontici, che non possono essere prodotti in serie esiste un’apposita dichiarazione di conformità, redatta dal fabbricante (laboratorio odontotecnico). Per poter produrre questo “dispositivo medico su misura”, il laboratorio necessita di una apposita prescrizione redatta da un odontoiatra, in cui vengono specificate tutte le caratteristiche del dispositivo richiesto. Alla consegna del lavoro, il laboratorio rilascerà, all’odontoiatra richiedente, una “dichiarazione di conformità” ed una “etichetta” che attestano che il dispositivo è conforme alle normative e, tali dichiarazioni, sostituiscono il marchio CE. Tutta la documentazione va conservata per almeno cinque anni.

Attenzione: l’odontoiatra deve rivolgersi solo ai laboratori iscritti nell’apposito registro del ministero della salute, che dà loro l’autorizzazione, e gli estremi di questa autorizzazione (un codice alfanumerico) devono essere riportati sia nel modulo di richiesta del dispositivo formulato dall’odontoiatra che nel certificato di conformità.

Infine, anche le apparecchiature (riuniti ecc.) devono essere conformi, per cui attenzione all’usato, sia in acquisto che in vendita; infatti le sanzioni sono pesanti e, a seconda della mancanza, possono raggiungere la cifra di 180.000.000 delle vecchie lire (che sono anche tanti euro).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adozione delle misure salva privacy (Dlgs. 196 del 30/06/03)

Il d.lg 196/2003 (costituendo un codice) mediante l’art. 183 abroga espressamente quasi tutti i provvedimenti in materia di privacy che erano stati adottati a partire dalla legge 31-12-1996 n. 675. La ratio della normativa è indicata nell’art. 2 del codice: rispettare i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato, in particolare la sua riservatezza, l’identità personale e la protezione dei dati.

Chi deve informare

Di che cosa

Quando

Chiunque sia con mezzi elettronici che manuali tratti dati” (art. 5). Dunque anche gli odontoiatri

il contenuto dell’art. 7 (da riportare eventualmente nell’informativa):

a)dell'origine dei dati personali;
b) delle finalita' e modalita' del trattamento;
c) della logica applicata in caso di trattamento effettuato con l'ausilio di strumenti elettronici;
d) degli estremi identificativi del titolare, dei responsabili e del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
e) dei soggetti o delle categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza

f)deve, altresì, comunicare, a sensi dell’art. 13:-finalità e modalità del trattamento cui sono destinati i dati;-natura del conferimento dei dati (obbligatoria o facoltativa);-conseguenza di eventuale rifiuto (impossibilità per il professionista di fornire il servizio richiesto);

l’informativa si deve fornire al momento della raccolta dei dati


Il consenso degli interessati deve essere (artt. 23 e 26) espresso in forma scritta per i dati sensibili e specifico per l’intero trattamento.
Poiché informativa e consenso sono connessi è utile che siano redatti in un unico testo (che non contenga abrasioni o spazi bianchi, con data e firma apposte in calce ed a margine di ogni foglio) in modo che sia chiaro che il consenso si riferisce al tipo, al modo ed al fine del trattamento dei dati indicati nell’informativa.
Il trattamento dei dati sensibili deve essere previamente autorizzato dal Garante, per quanto riguarda i medici esiste l’autorizzazione generale n. 2/2002 del 31-1-2002

Inoltre è obbligatoria la compilazione del Documento Programmatico sulla Sicurezza (DPS).

Questo documento ha la funzione di effettuare una ricognizione delle misure di sicurezza adottate nello studio per ridurre al minimo il verificarsi di qualsiasi evento dannoso o pericoloso a carico dei dati personali. Per la tutela dei titolari il legislatore ha previsto l’obbligo per l’installatore di rilasciare un’apposita dichiarazione scritta dell’intervento effettuato che ne attesta la conformità alle disposizioni del codice.

Presso la segreteria dell’Ordine è a disposizione la modulistica necessaria.

Da tutto ciò è evidente che le unità operative devono essere separate tra di loro con mezzi idonei a garantire la segretezza delle prestazioni eseguite.

 

Norme di radioprotezione

Il primo atto da compiere è quello di nominare un “esperto qualificato” della sorveglianza fisica e del controllo di qualità. È bene che questo professionista sia in possesso anche del titolo di esperto in fisica medica. La nomina deve essere comunicata all’ispettorato provinciale del lavoro competente per territorio, allegando la dichiarazione di accettazione da parte dell’esperto. È molto importante che il dentista avverta l’esperto di qualunque modifica inerente il tipo di apparecchiatura impiegata o circa l’acquisizione di nuove apparecchiature: infatti deve essere data comunicazione almeno trenta giorni prima della messa in funzione dell’apparecchiatura stessa. Preme sottolineare che tutte le responsabilità inerenti l’apparecchiatura radiogena sono a carico dell’odontoiatra e che, quindi l’esperto qualificato che ha dei compiti ben precisi, agisce totalmente nella veste di consulente tecnico. Dopo aver preparato i registri necessari, l’esperto qualificato li sottoporrà alla firma e l’approvazione dell’odontoiatra. Quest’ultimo dovrà, infine, comunicare alla ASL competente la detenzione dell’apparecchio radiologico indicandone tutte le caratteristiche e le finalità della detenzione volte all’attività diagnostica complementare all’esercizio clinico dell’odontoiatria. L’apparecchio andrà poi sottoposto a verifica periodica con cadenza almeno biennale, che andrà annotata nell’apposito registro.

La normativa è stata recentemente modificata e gli adempimenti del dentista – esercente – responsabile dell’impianto radiologico sono molteplici e, alcuni, necessitano ancora di chiarimenti per poter essere compiutamente attuati. Dal possesso di una apparecchiatura radiogena discendono, attualmente in Liguria, il pagamento di due tasse: il premio assicurativo INAIL e la tassa regionale di concessione.

L’esercente deve registrare singolarmente, anche in forma sintetica e/o su supporto informatico, le indagini effettuate.

Periodo temporale

Intervento richiesto

Normativa di riferimento

Figura professionale

Quando

Prima della installazione

Comunicazione preventiva di pratica

D.Lgs. 230/95

D.Lgs. 241/00

D.Lgs. 257/01

Esperto Qualificato

30 gg. prima dell’installazione senza oblligo di rispettare l’intenzione e senza ulteriore comunicazione in caso contrario

Dopo l’installazione

Prima verifica e controllo di qualità

Come sopra e

D.Lgs. 187/00

Come sopra

Prima di iniziare l’attività

Durante l’uso

Radioprotezione

Come sopra

Come sopra

Biennale, se non presenti apparecchiature complesse come gli ortopantomografi. Se presenti, annuale

Durante l’uso

Controllo di qualità

D.Lgs. 187/00

Esperto Qualificato, se trattasi di professionista abilitato prima del luglio 2000, oppure Esperto in Fisica Medica

Annuale (circolare Min. Salute n° DPU U07/3.1.5 la/1206 del 01/07/02

  Norme antincendio (DM del 18 settembre 2002 e DM del 10 marzo 1998)

È necessario effettuare una valutazione del rischio d’incendio perché alcuni materiali presenti  nei  luoghi  di  lavoro  costituiscono pericolo  potenziale  poiche'  essi  sono  facilmente combustibili od infiammabili (resine ecc.) oppure possono essere presenti anche sorgenti di innesco (fiamme libere ecc).

Per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non  e'  tenuto  alla  redazione  del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.

Si deve attuare una formazione  e  informazione  del  personale. A tal fine si potrebbe ritenere, vista la tipologia degli studi dentistici, sufficiente la formazione e informazione fornita durante il corso di formazione per la Legge 626.

VIE DI USCITA

    Tutte quelle parti del luogo di lavoro destinate a vie di uscita, quali   passaggi,   corridoi,   scale,   devono   essere  sorvegliate periodicamente al fine di assicurare che siano libere da ostruzioni e da pericoli che possano comprometterne il sicuro utilizzo in caso  di esodo.

    Tutte  le  porte  sulle  vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si  aprano  facilmente.  Ogni  difetto deve essere riparato il piu' presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa.

    Particolare  attenzione  deve essere dedicata ai serramenti delle porte.

ATTREZZATURE ED IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO

    Il  datore  di  lavoro  (cioè se sono presenti dipendenti) e'  responsabile  del  mantenimento delle condizioni di efficienza delle attrezzature ed impianti di protezione antincendio.

    Il datore di lavoro deve attuare la sorveglianza, il controllo  e la   manutenzione   delle  attrezzature  ed  impianti  di  protezione antincendio.  L'attivita'  di controllo periodica e la manutenzione deve essere eseguita da personale competente e qualificato, con frequenza almeno semestrale. 

 Gli  estintori  devono essere ubicati in posizione facilmente accessibile  e  visibile in modo che la distanza che una persona deve percorrere  per  utilizzarli  non  sia  superiore  a  30  m; appositi cartelli  segnalatori  devono  facilitarne  l'individuazione, anche a distanza. Gli estintori portatili devono essere installati in ragione di  almeno uno ogni 100 m2 di pavimento, o frazione, con un minimo di due  estintori  per  piano  o  per compartimento.

ALLEGATO STERILIZZAZIONE (D.M. 28/9/1990)

Gli operatori debbono indossare i guanti sostituendoli per ogni singolo ciclo. I manipoli, gli ablatori ad ultrasuoni, le siringhe aria/acqua, le frese e qualsiasi altro strumento, dopo l’utilizzo, se riutilizzabili, vanno sterilizzati per ogni singolo paziente. Nei casi in cui la sterilizzazione non sia tecnicamente possibile, è obbligatoria la disinfezione con sostanze chimiche di riconosciuta efficacia sull’HIV, sui virus dell’epatite e sul micobatterio tubercolare.

Durante le fasi di pulitura, disinfezione, imbustatura e messa in autoclave l’operatore deve indossare guanti. Tutti gli strumenti riutilizzabili vanno, dopo l’uso, immediatamente immersi in un disinfettante chimico di riconosciuta efficacia sull’HIV, sui virus dell’epatite e sul micobatterio tubercolare. Trascorso il tempo idoneo ad ottenere l’inattivazione, debbono essere puliti, imbustati, sigillate le buste e posti in autoclave per il tempo idoneo ad ottenere la sterilizzazione, con verifica della stessa. La pulizia può avvenire manualmente, con strumenti dedicati, enzimaticamente o meccanicamente. Per queste ultime due modalità vanno rigorosamente rispettate le indicazioni del produttore. Dopo la pulitura gli strumenti vanno asciugati con materiale monouso e posti all’interno di carta sigillabile che verrà in seguito sigillata. Dopo la sigillatura vanno posti in autoclave per la sterilizzazione. Anche in questo caso bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni del produttore sui tempi di permanenza in autoclave. L’avvenuta sterilizzazione deve essere verificata con opportuni mezzi di verifica (cartina di tornasole posta sulla carta o culture biologiche ecc.). I kit così ottenuti devono rimanere sigillati sino al loro utilizzo sul paziente.

Le superfici di appoggio vanno disinfettate, per ogni singolo paziente, con sostanze chimiche di riconosciuta efficacia sull’HIV, sui virus dell’epatite e sul micobatterio tubercolare.

I pavimenti vanno lavati con detergenti che abbiano anche potere disinfettante (ipoclorito di sodio ecc.) almeno una volta al giorno o quando se ne ravvisa la necessità (per presenza di secrezioni corporee visibili). Gli operatori debbono indossare i guanti durante le manovre che possono comportare il contatto con mucose, sangue, saliva e fluido gengivale, sostituendoli per ogni singolo paziente.

 
Indietro

Sei qui: Medicina Studio dentistico