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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



CI VOGLIONO RADICI PER RIUSCIRE AD ESSERE UNICI
a cura di.Antonio Franzini

Mastro Cartaio
con Artigiani della Carta Florindha.

Noi che. "il pallone è mio e decido io!".

Noi che giocavamo a Nascondino a tutte le ore.

Noi che facevamo "Palla Avvelenata".

Noi che non mancava mai neanche "dire fare baciare lettera testamento".

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale dei Giardini".

Noi che se avevi "Vicolo Corto e Vicolo Stretto" eri proprio sfigato.

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che "se ti faccio fare un giro con la bici nuova non devi cambiare le marce".

Noi che passavamo ore a cercare i buchi sulle camere d'aria mettendole in una bacinella.

Noi che ci sentivamo ingegneri quando riparavamo quei buchi col mastice.

Noi che andavamo in due sulla Graziella, e piú grandi sul Ciao.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amica in casa.

Noi che ogni volta che suonavamo rispondeva sempre la madre.

Noi che pensavamo di avere segreti.

Noi che i segreti li avevamo davvero.

Noi che abbiamo maneggiato sostanze chimiche come il pongo, il DAS e la gommapane.

Noi che facevamo a gara a chi masticava più big babol contemporaneamente.

Noi che avevamo adottato gatti e cani randagi che non ci hanno mai attaccato nessuna malattia mortale anche se dopo averli accarezzati ci mettevamo le dita in bocca.

Noi che quando starnutivi, nessuno chiamava l'ambulanza.

Noi che non sapevamo leggere il termometro.

Noi che se c'era un pallone e 4 alberi era già tutto ok per giocare a calcio.

Noi che se non c'erano gli alberi si giocava lo stesso.

Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella..

Noi che il portiere era l'1, lo stopper era il 5 e il centravanti il 9.

Noi che "Non puoi giocare a pallone con noi perchè siamo già pari".

Noi che non dovevamo far tardi.

Noi che era pronta la cena proprio al momento del calcio di rigore.

Noi che passavamo pomeriggi giocando a Risiko.

Noi che Scarabeo non ci piaceva.

Noi che il cubo di Rubik non l'abbiamo mai finito, perlomeno senza barare..

Noi che ci scambiavamo le figurine prima delle lezioni (e durante, e dopo..).

Noi che giocavamo a fiori frutta e città (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che con le 500 lire di carta ci venivano 10 pacchetti di figurine.

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.

Noi che avevamo la pista Polistil, e le femmine Cicciobello col disco che frignava.

Noi che avevamo le macchine filoguidate, e le femmine la casa di Barbie con l'ascensore.

Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".

Noi che facevamo alla guerra con le femmine.

Noi che non sapevamo che quella sarebbe stata la guerra più bella.

Noi che ci spaccavamo i diti per giocare a Subbuteo.

Noi che con un ramo di salice facevamo l'arco per sentirci Orzowei.

Noi che avevamo il "nascondiglio segreto" con il "passaggio segreto".

Noi che nei prati al buio tra il frinire delle cicale scorgevamo ancora le lucciole (e non sapevamo sarebbero state le ultime).

Noi che a volte si litigava.

Noi che 5 minuti dopo era già tutto dimenticato..

Noi che "se fai questo non sei più amico mio".

Noi che avevamo il mangiadischi schiacciato con il manico.

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere il nastro con la penna.

Noi che in TV guardavamo solo i cartoni animati.

Noi cha avevamo la tv in bianco e nero.

Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake e Mazinga (Mazinga, ovvio..).

Noi che sognavamo un'avventura alla Ambrogio Fogar.

Noi che ridevamo se un amico rideva.

Noi che ridevamo se un amico piangeva!

Noi che le scarpe nuove duravano una settimana..

Noi che le scarpe nuove restavano pulite un'ora!

Noi che la domenica con le scarpe nuove dovevamo andare alla messa.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che telefonavamo di nascosto.

Noi che aspettavamo anche un'ora per telefonare dalla cabina SIP.

Noi che non avevamo il cellulare per andare a parlare in privato sul terrazzo.

Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al compagno.

Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che attaccavamo le gomme da masticare sotto il banco.

Noi che il diario ce lo tiravamo addosso, mentre le femmine ci scrivevano romanzi d'amore.

Noi che per andare alla gita scolastica di 5 giorni dovevamo preparare i genitori 5 mesi prima.

Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.

Noi che le palline di natale erano di vetro e si rompevano.

Noi che tornavamo a casa solo quando la mamma ti chiamava dal terrazzo.

Noi che ai compleanni il regalo per il festeggiato ce lo sceglieva la mamma.

Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri compagni di classe.

Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.

Noi che alle feste stavamo sempre col manico di scopa in mano.

Noi che a carnevale la mamma ci obbligava a vestirci da Zorro.

Noi che dormivamo con la luce del corridoio accesa.

Noi che andavamo a letto dopo Carosello.

Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire tardissimo.

Noi che andavamo a letto con le scarpette di lana e il pigiama di flanella.

Noi che vendevamo i vecchi giornalini di Topolino sotto casa.

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.

Noi che le pigne ce le tiravamo pure.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che giocavamo con la cerbottana a chi lanciava più lontano.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.

Noi che il bagno si poteva fare solo dopo le 4.

Noi che a scuola andavamo con cartelle da 2 quintali.

Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che avevamo "il libro delle vacanze", ma i compiti d'estate non li facevamo.

Noi che le poesie non le volevamo imparare.

Noi che però sappiamo a memoria

"Zoff Gentile Cabrini Oriali Collovati Scirea Conti Tardelli Rossi Antognoni Graziani (allenatore Bearzot)".

Noi che abbiamo pianto quando l'Italia ha perso contro l'Argentina a Napoli.

Noi che compravamo le uova sfuse, e la pizza alta un dito, con la carta del pane che si impregnava d'olio.

Noi che non sapevamo cos'era la morale, solo che era sempre quella..fai merenda con Girella.

Noi che a volte a merenda mangiavamo anche pane, acqua e zucchero, o pane, olio e sale o pane e marmellata.

Noi che se la mamma ci comprava il gelato, era il Cucciolone, così con il biscotto era più nutriente.

Noi che compravamo gli ovetti kinder per trovare il puffo falegname.

Noi che conoscevamo solo il Presidente della Repubblica perchè c'era la sua foto in classe.

Noi che del mondo politico conoscevamo anche Spadolini solo perchè era grassissimo.

Noi che i politici non li conoscevamo, ma Gennaro Ulivieri e Guido Pancaldi, si.

Noi che eravamo preoccupati che l'uomo a mollo della pubblicità avesse i reumatismi.

Noi che non c'erano grandi fratelli, isole dei famosi e fattorie..

Noi che indossavamo maglie che pizzicavano.

Noi che nei giorni importanti ci vestivano con le calze bianche.

Noi che le calze bianche le odiavamo perchè erano strettissime.

Noi che quando toglievamo le calze ci lasciavano un segno mostruoso sul polpaccio.

Noi che la mamma ci diceva di non indossare i calzini col buco perchè "se ci succedeva qualcosa...sai che figura...".

Noi che per la comunione ci regalavano i compassi e le calcolatrici.

Noi che avevamo la penna con l'inchiostro cancellabile.

Noi che avevamo il mappamondo con la luce dentro.

Noi che la mamma ci metteva le toppe sui gomiti dei maglioni quando diventavamo lisi.

Noi che avevamo tutti i capelli corti a spazzola.

Noi che odiavamo il minestrone.

Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perchè c'era Happy Days.

Noi che il primo novembre era "Tutti i santi", mica Halloween.

Noi che credevamo che la nostra squadra era la più forte del mondo (anche gli interisti).

Noi che avevamo una sola maestra che insegnava tutto.

Noi che con la bic usavamo la gomma rotonda blu con il buco in mezzo.

Noi che ci si sdraiava sul prato e si cercava di dar forme alle nuvole.

Noi che la mamma ci dava le 200 lire da dare in offerta alla messa della Domenica.

Noi che facevamo gli scherzi telefonici dalle cabine.

Noi che sfogliavamo i libri delle vacanze anche per sentire l'odore particolare della carta.

Noi che siamo anche andati alle colonie estive.

Noi che ci piaceva ancora lo zecchino d'oro.

Noi che abbiamo avuto il diario di Vitt.

Noi che con le 500 lire di carta compravamo un panino con la mortadella e la lattina della Fanta.

Noi che mangiavamo il ghiacciolo della puffetta al limone e di grande puffo alla fragola.

Noi che tornavamo a casa da scuola con le mani piene di scolorina e il tubetto tutto rovesciato nello zaino.

Noi che se ci cadeva un frutto per terra lo pulivamo e lo mangiavamo lo stesso.

Noi che odiavamo le rotelle sulla nostra prima bicicletta ma volevamo subito imparare ad impennare.

Noi che a carnevale con cartoncino e elastico si faceva la maschera dell'uomo tigre (..e si diventava fortissimi!!).

Noi che andavamo a casa degli amici a fare i compiti, ma i compiti non li facevamo mai.

Noi che a scuola usavamo gli astucci che si aprivano a portafoglio e nei quali regolarmente si rompeva l'elastico che teneva la gomma o il temperino.

Noi che dopo pranzo ci obbligavano a fare il riposino.

Noi che per giocare ai nostri videogiochi non era necessario avere una laurea come per quelli di oggi.

Noi che andavamo a scuola con la penna con l'inchiostro di 4 colori diversi e ci sentivamo fighi.

Noi che disegnavamo con i pastelli a cera e i pennarelli "Carioca".

Noi che per fare i giri gratis sulle giostre legavamo il gettone con un filo.

Noi che invece di mandare gli sms facevamo le dediche alla radio.

Noi che."il pallone è mio e decido io!".



NOI CHE DISCUTEVAMO DI COSA AVREMMO FATTO DA GRANDI.

NOI CHE IN FONDO SIAMO STATI TUTTI UGUALI...

...NOI CHE SIAMO TUTTI CARATTERIALMENTE DIVERSI

E A MODO NOSTRO UNICI.


NOI 2011......SEMPRE PIENI DI PASSIONI,

SEMPRE UN PASSO AVANTI.


buon anno

CI VOGLIONO RADICI

PER ESSERE SEMPRE

PIENI DI PASSIONI.

 
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