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Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



A Girolamo La Marca PDF Stampa E-mail
Scritto da SALVATORE ABBRUSCATO   
Venerdì 15 Novembre 2019 22:24

A GIROLAMO LA MARCA

La tua poesia, la tua pittura,
le vignette, i romanzi ed il giornale
mostrano la tua ricca cultura
ed anche il tuo talento personale .

Quelle vignette che hanno commentato
l’Eco prima e lu Papanzicu appresso
tanta ironia ci hanno regalato
muovendoci al sorriso molto spesso.

I versi descrittivi del passato,
del nostro paese ci fan vedere
i protagonisti dell’artigianato
il fabbro , il calzolaio ed il barbiere,

i lavoranti dell’agricoltura ,
i mietitori , che con la falce in mano ,
soffrono la fatica e la calura,
quivi venuti da molto lontano ,

le strade del paese animate
dai venditori del ghiaccio e latte
munto a domicilio nelle mattinate
da mani a tal servizio bene adatte.

Se leggo il tuo percorso esistenziale,
nel verso denso di malinconia,
una profonda commozion m’assale
per questa bella e dolce poesia,

che sa rappresentare con bellezza,
momenti della storia personale,
i tempi della tua giovinezza,
con tono dolce e sentimentale.

La tua pittura appare sì astratta

per le immagini non convenzionali,

impressionista perché spesso fatta

di diversi colori originali,

che si fondono in modo sovrapposto

dando particolare trasparenza

a quel concetto che il pittor s’è posto,

che come un velo pone in evidenza.

Esistenziale, se vuol disegnare

momenti della vita non sereni

che il pennello dovrà assecondare

quasi con modi di violenza pieni.

 
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