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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



A Francesco Romano Poeta PDF Stampa E-mail
Scritto da SALVATORE ABBRUSCATO   
Venerdì 15 Novembre 2019 22:42

A Francesco Romano, poeta.
Sei nato a Ravanusa e qui vissuto
nei primi teneri anni della vita,

ma dopo il tuo diploma sei andato
dove terroni siam tutti chiamati
e lì un bravo maestro sei stato.
Però non hai certo dimenticato
quel tempo ch’hai trascorso nel paese,
il tempo della tua giovinezza,
il tempo dei sospiri e dei progetti,
il tempo che si tinge di dolcezza.
La tua dimora è stata sufficiente
per cogliere ogni aspetto della vita
così come in quel tempo si svolgeva                                                             a Ravanusa e nelle campagne.
Tutto quel mondo antico hai raccontato,
coi tuoi versi in lingua siciliana,
usando quelle parole appropriate
di quella nostra lingua popolare
dei contadini , e dell’umile gente,

un linguaggio tutto ormai tramontato;
la poesia tua ha immortalato
quelle parole e tutto quel passato;
“cruci e cunventu “ non potrem scordare
unitamente alla “brascera “e “sciarra”
che sono ben raccolte insieme ad altre
nel libro ch’è detto ‘“ sa benadica”,
che a Ravanusa è stato  presentato

 dall’eloquente professor di greco

 e di latino sindaco Coniglio ,

 che ne ha fatto dono generoso                                                                                                         ai cittadini con benevolenza.                                                                     Dei profeti e storie della Bibbia
hai tu trattato in versi siciliani,
che legger noi possiamo nel tuo libro
“lumiegliucuntu “ così è denominato,
il qual riguarda il vecchio testamento,
opera grandiosa , vero poema
con più di cinquemila belli versi.                                                                  In biblioteca è stato presentato                                                                    dal Lions club col valido intervento

del suo presidente, la dottoressa

  1. Lina Portelli in Lauricella,
    collaborata d’altri letterati

dal caro professore Sammartino,

  1. dal
  2. preside Francesco Provenzano.

Tutta la vita del figlio dell’uomo                                                                      di Gesù Cristo il nostro redentore,
la sua passione e crocifissione,
sì come raccontata dai vangeli,
viene rappresentata anch’essa in versi
col titolo appropriato “u vangelu”,

con l’uso della lingua siciliana,

opera non ancora pubblicata,

la cui prefazione è stata redatta

dalla professoressa Ina Siviglia,

brava docente di teologia.

Per quelli che non sanno il siciliano

c’è pure il testo in lingua italiana.

Caro Francesco noi ti ringraziamo

per questa dotta e bella poesia,

che è stata concepita, non soltanto

per dare sfogo al tuo bel talento

ma per amore verso Ravanusa,

e per manifestare la tua fede

cristiana sempre da te praticata,

come si mostra nel primo poema

e come ci appare anche nel secondo.

 
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