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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



Ventisette agosto 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da SALVATORE ABBRUSCATO   
Venerdì 15 Novembre 2019 22:55

VENTISETTE AGOSTO 2019

 

Armandino non c’è più.

Una grave malattia,

spietata e insidiosa,

lentamente l’ha distrutto.

 La sua morte, già temuta,

ci ha colpito duramente

come una tempesta

che irrompe a ciel sereno

 generando in tutti quanti

un fortissimo dolore.

Ognuno ha ricordato

le sue vicende umane

in particolar modo

gli incontri con lui avuti,

commossi ripensando

 al bene ricevuto,

riconoscendo in lui

un gran protagonista,

che, insieme ad altri, ha fatto

la storia del paese

della nostra Ravanusa.

 

Sindaco per tre volte

ha retto la città

con grande dedizione

con zelo e lealtà,

sempre ricercando

le giuste soluzioni

da valido stratega

per tutte le questioni.

Da medico ha diretto

strutture sanitarie

l’Inam , l’Asl e poi l’Asp

avendo sempre vivo

il senso del rispetto

verso qualunque utente.

Fu sempre un democristiano

nell’animo e nella mente

combattendo per quei valori

che furon di quel partito

valido patrimonio.

Seppe tenere testa,

con l‘azione e con parole,

a diversi avversari

esperti, abili e potenti,

onorevoli, ministri,

senatori e presidenti.

Era gentile e cordiale,

amabile e sorridente

con tutte le persone,

senza fare distinzione

per la loro appartenenza

a questo o quel partito,

dando l’aiuto a tutti.

Il suo parlare spesso

si tingeva di ironia

e con la sua risata

ti dava l’allegria,

liberando d’ogni asprezza

così il concetto stesso.

Armandino era chiamato

ed in quel vezzeggiativo

chiaramente era mostrato

un popolare affetto.

Spirito avventuroso,

abile giocatore,

nella sua giovinezza

gustò ogni piacere,

senza trascurare

il doveroso  studio

ed il sociale impegno.

Marito affettuoso

padre esemplare,

che per la figlia Giusi

tante risorse diede,

ed ella ancor giovane

lo scanno regionale

alfine conquistò.

Fu un nonno eccezionale

coltivando per Giorgio,

il suo primo nipotino,

un affetto smisurato,

e avendolo vicino

si sentiva appagato,

era felice, estasiato.

Resterà in noi sempre vivo

il ricordo della sua vita,

della sua personalità,

della ricchezza interiore,

del suo operare onesto,

delle sue battaglie,

dei suoi numerosi comizi,

eloquenti e giudiziosi

e sarà sempre  esempio

per la sua discendenza.

Le esequie solenni

con il lutto cittadino,

la camera ardente,

la partecipazione

di molti cittadini,

danno la testimonianza

di quanto sia grande

per il nostro Armandino

la stima e l’affetto

di tutto il paese

e di molti altri venuti

da diverse città,

della nostra Regione.

Presenti molte autorità,

politici, onorevoli,

assessori regionali,

con lo stesso Presidente

l’amico Musumeci.

Il sindaco D’Angelo

ha tenuto l’orazione

dopo quella svolta

da don Mario Polisano.

Il ciclo dei discorsi

si chiude con l’intervento

del dottor Mosa Amedeo

e del dottor Franco Savarino.

Mio caro Armandino,

non ti dimenticheremo,

vivrai nel nostro ricordo,

e con le stesse parole

di Sant’Agostino,

diciamo tutti in coro:

“Signore non ti chiediamo

perché ce l’hai tolto,

ma ti ringraziamo

perché ce l’hai  dato”.

 
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