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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



A mio fratello Enzo PDF Stampa E-mail
Scritto da SALVATORE ABBRUSCATO   
Venerdì 15 Novembre 2019 23:00

A mio fratello Enzo

Caro fratello sono assai contento

sapendo che tu vivi molto bene

pien di salute allegro e sempre intento

a far l’attore come si conviene

a un uomo come te esuberante

che vuole recitare per passione

della commedia e del teatro amante,

una sana e leggiadra occupazione.

In chiesa la chitarra ami suonare

ogni domenica e i divini canti

elevati al Signore accompagnare

in coro coi fedeli tutti quanti.

Così impieghi il tuo tempo allegramente

incrementando la bella cultura

e conoscenza di diversa gente

vivendo questa splendida avventura.

Dopo la residenza a Ravanusa

una felice scelta hai compiuto

con la mente sicura e non confusa,

come se fosse da destin voluto,

di traferire a Pisa la famiglia

ed ivi continuare a lavorare.

E lì con nostra grande meraviglia

la tua vita hai saputo organizzare

sia nel lavoro e nella società,

in poco tempo ed in modo eccellente,

con grande diligenza e serietà,

per il tuo impegno forte e intelligente.

Insieme alla tua Pina coltivate

la dolce passione del viaggiare

e molte città avete già ammirate

altre ci sono ancor da visitare.

Ora la mente mia guarda al passato

quando tu infante in braccia a me piangevi

e venivi cullato e confortato

da me cantando mamma e tu tacevi.

E quando tu dovevi sostenere

li’ a Roma l’esame del concorso

e ho voluto vicino a te essere

assiduamente in tutto il tuo percorso.

Finisco questo scritto pien d’affetto

quale fraterno sentito messaggio

in rima concepito per diletto

da uomo amante di cultura e saggio,

che tu custodirai con amore

pensando al tempo che abbiamo vissuto

sotto lo stesso tetto col calore

della famiglia sempre mantenuto.

 
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