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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



Prefazione della silloge Il sole splenderà sempre. PDF Stampa E-mail
Scritto da salvatore abbruscato   
Domenica 01 Dicembre 2019 20:06

PREFAZIONE.

Una delle cose affascinanti, che dà tanta gioia e desiderio di continuare a vivere, dello status di pensionato è la condizione di nonno che mi dà l’opportunità di stare vicino, amare, aiutare, assistere le mie tre bellissime nipotine: Liliana, Aurora e Irene. Con loro la vita ha un altro sapore, emanano dolcezza, bellezza, splendore anche quando piangono, o sono prepotenti o ti assediano per ottenere qualcosa che a loro piace.

La condizione di marito e di padre di due figli maschi, non viene da me trascurata, e, insieme alla mia cara moglie, che mi segue, condividendo questa tenerezza paterna, ci interessiamo continuamente di loro, di come vivono e mettiamo a loro disposizione il nostro aiuto e i nostri consigli.

Il tempo a mia disposizione è tanto, ma spesso non mi basta perché mi propongo di fare tante cose utili, tali da darmi soddisfazione, secondo il mio modo modesto di pensare e di concepire la vita: passeggiare, leggere, fare relazioni su temi di letteratura, viaggiare, implementare il mio sito web, tenermi aggiornato sugli argomenti notarili, fare giardinaggio, curare gli interessi della famiglia, coltivare l’amicizia e la solidarietà, organizzare eventi,non tralasciare mai di ammirare la bellezza, che se cercata, si trova ovunque, anche nelle piccole cose.

Ho pensato di raccogliere tutte le mie poesie scritte durante il cammino della vita, fin da quando frequentavo la scuola media; ho sempre avuto questa passione di esprimere in versi le mie idee, i miei sentimenti. Sono rimasto legato a quella poesia in rima e metrica, ed ho quasi sempre usato l’endecasillabo, il verso dei poemi epici, ed in qualche poesia ho utilizzato l’ottava di Ariosto.

La maggior parte dei miei componimenti riguardano eventi accaduti come compleanni, nascite, anniversari, matrimoni, ricorrenze varie; sono storici: fatti concreti e persone reali, amici, parenti e familiari popolano il mio mondo poetico. Dentro quei versi c’è tutto il mio affetto verso le persone protagoniste degli eventi da me raccontati e forse è stato questo il movente principale della mia fatica letteraria.

Non mancano cenni della mia vita, ricordi della fanciullezza e del mio passato: sono le mie memorie che lascio alla mia discendenza.

Ho studiato molto, ho lavorato molto, i successi non sono mancati; ora ho davanti a me la vecchiaia, la decadenza fisica e mentale, il processo fisiologico graduale della fine; è questa la battaglia finale che mi attende. Spero di avere la forza e la serenità sufficienti. Molti mi chiedono: come è la pensione? Rispondo: non è lo status di pensionato che deve preoccupare, ma lo status di vecchiaia.

Ringrazio mio nipote l’avvocato Pennica che ha curato la stesura della mia breve biografia.

Ringrazio la mia cara amica, la professoressa Gina  Noto Termini per avere curato la presentazione di questa silloge, illustre autore, insieme al marito il prof Diego Termini, di due grandi opere storiche su Ravanusa e di altre opere.

Ringrazio le persone da me citate per avere condiviso questo mio lavoro, avendomi concesso il permesso di inserire la loro foto.

 Salvatore Abbruscato.

 

 
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