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Salvatore Abbruscato

Sito ufficiale del docente in pensione Dott. Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



Personaggi illustri di Ravanusa PDF Stampa E-mail
Scritto da da internet   
Lunedì 09 Marzo 2020 20:20

Personaggi Illustri e autori ravanusani

 
 
  1. - Gli articoli di questa pagina sono stati tratti da "IL SARACENO" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.e da "Ravanusa territorio e tradizioni" scritto dalla Prof.ssa Gina Noto Termini.
 
 
 
     
     

GIUSEPPE ZAGARRIO: poeta critico


GIUSEPPE ZAGARRIO

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ SALVATORE ARONICA ------------ 

Poeta e critico di chiara fama, definito a volte dalla pubblicistica letteraria «fiorentino» per la residenza, quasi ventennale, nel capoluogo toscano, è nato a Ravanusa il 15 novembre 1921. Nella nostra cittadina ha condotto i suoi primi studi ed ha imparato ad amare la poesia, alla scuola dello zio poeta Biagio Zagarrio. Il suo primo volumetto di liriche giovanili «Il mito del pianto» trae ispirazione appunto dal profumo di zagara e mandorlo in fiore delle nostre contrade Milici, Saraceno; dagli affetti familiari, dal giuoco dei bimbi sulle nostre strade, arrestato talvolta dal passaggio di una bara. Si è laureato in lettere nell’ateneo palermitano, dopo aver compiuto il suo dovere di soldato, al servizio della nazione, negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale. E’ ritornato, quindi, ai libri e agli studi amati, insegnando giovanissimo nel locale ginnasio «Verga», da lui, assieme ad altri, fondato — ora trasformato in scuola media statale. Vincitore di diversi concorsi a cattedre di lettere nelle scuole medie, venne trascinato a Firenze — da lui sempre sognata — da quelIo strapotente bisogno di evasione dall’ostrica, bisogno eccezionale, contraddittono e drammatico, che lascia sempre sgomenti del limite varcato e superato e nel cuore l’angoscia nostalgica dell’esule lontano dalla vera patria. Firenze «ha rappresentato il catalizzatore che fa precipitare le potenziali qualità», come è avvenuto per Quasimodo e Vittorire consistenza le proprie ragioni poetiche. A Firenze Zagarrio è ordinario di Italiano e Latino in un Liceo; ma trascorre le ore libere nello studio ricavato da una vecchia soffitta di via Cairoli, al n. 86, da cui si scorgono i dolci declivi delle colline fiesolane; isolato dai rumori e trambusti cittadini e da ogni sorta di distrazione ed alienazione. Frequenta di tanto in tanto i cenacoli culturali fiorentini, partecipa a mostre di arte, in veste di’ critico; ma gode soprattutto l’amicizia e la stima di letterati toscani che vanno per la maggiore: Mario Luzi, Alfonso Gatto, Oreste Macri, Romano Bilenchi, Piero Bigongiari, Leone Traverso, Alessandro Parronchi. Non vogliamo qui elencare lo stuolo di poeti e scrittori isolani che l’apprezzano e considerano un vanto essere da lui recensiti: citiamo, solo per amore di completezza Sciascia, Gori, Gagliano, Buttitta, Cattafi, Crimi, Frezza, Torrisi, Addamo, Vilardo. Zagarrio è sin dal 1956 membro di giuria del premio di poesia «Città di Firenze»; dirige la collana di poesie «Presenze» dell’editore Leonardi di Bologna; ha fondato e dirige una rivista letteraria, assai qualificata «Quartiere», assieme a Gino Gerola e a misero Cremaschi. Collabora a Officina, Verri, Nuova corrente, Tempo presente, Palatina, La situazione, Il contemporaneo, Cenobio e ad altre riviste. Ha pubblicato i seguenti volumi: Giovanni Verga; Ricerca e poesia nell’opera: poetica di G. A. Cesareo; A questa terra non nostra; Le ricamatrici della Kalsa; Tra il dubbio e la ragione; La parola (grammatica e sintassi italiana); Costanti e variabili nel discorso poetico: Motivi e caratteri di una collana della giovane poesia italiana; Legittimità e limiti della giovane poesia sociale del dopoguerra; Sicilia e poesia contemporanea. A conclusione di questo profilo a volo d’uccello, mi piace riportare un ponderato ed onesto giudizio di Bortolo Pento, apparso su «La fiera letteraria» del 15 settembre 1963 a commento del volumetto di liriche «Tra il dubbio e la ragione», edito da S. Sciascia. «Gli interessi umani di Zagarrio, tradotti volta a volta nella mutevole e a un tempo unificata tematica lirica o epica, si sono venuti precisando in un clima di avveduta e adulta meditazione, che oscilla tra mestizia e speranza, tra dubbio e verità razionalmente acquisita. «Un muoversi nel cuore dolente e costruttivo del proprio tempo, tra emergenze di cronaca e proposte teoriche, ma con un linguaggio che per il suo timbro e per la sua elezione (classica e modernissima a un tempo), col concorso si intende della lievitazione immaginosa, riscatta liricamente il tutto. «Folto è il convergere e l’intrecciarsi di riferimenti, realistico-cronachistici: nomi e persone della vita di tutti i giorni, cose e vicende abituali, feste con lumi-nane, una gita con gli alunni del proprio liceo, e così via. Ancora ùna volta il sentimento lirico di cui Zagarrio è fornito opera, con apprezzabile e felice frequenza, la metamorfosi che ci rende i dati di un cronachismo in sè non eccezionale nè esemplare nella luce di un lirismo attivo che quel materiale rinnova e quasi reinventa come estraendolo da un paese di miti e di mitiche suggestioni. In un ambito di consimili sollecitazioni la spinta trasfigurativa si propone come un fatto più ovvio e congeniale di quanto non avvenga in quello della ideologia e della riflessione sociale. E pertanto è qui che, a mio parere, accade di segnare all’attivo di Zagarrio poeta il più cospicuo numero di momenti risolti sul terreno rigorosamente lirico».

Padre Luigi Di Rosa – Filosofo – Maestro – Soldato


PADRE DI ROSA

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ GINA TERMINI NOTO ------------

Frate francescano e asceta, pensatore e filosofo, nel senso più genuino della parola, maestro e soldato si può definire la maestosa e cogitabonda figura di Padre Luigi Di Rosa, cui Ravanusa diede i natali nel lontano 19 gennaio 1886 da Luigi e Giuseppa Gattuso. A scorgerlo da lontano sotto l’ombra del cappuccio con la bocca aggrondata e gli occhi aguzzi e fruganti, si sarebbe scambiato per un grande Inquisitore. Maturò la sua vocazione nel locale Convento dei Francescani, fece il noviziato a Baida e compì gli studi filosofici e teologici ad Alcamo, Bagheria e Palermo, manifestando sin da allora la potenza del suo intelletto e lacume della sua mente. Studente, compì il servizio militare presso il IV regg. fanteria. Venne ordinato Sacerdote in aeternum dal card. Lualdi, arcivescovo di Palermo, che lo propose per titoli accademici. Insegnò con competenza e preparazione al liceo di Bagheria che riformò sul modello delle scuole statali. Rihiamato alle armi, come cappellano militare, finì in zona di operazione, maturando tra gli orrori della guerra e le stragi la sua vocazione filosofica per il problema del male. I drammatici accenti del modo come egli scoprì tale sua vocazione si possono leggere nella introduzione all’opera sua maggiore. La santa Messa celebrata in una dolina dello squallido Veliki H., il macabro scenario dei tanti morti attorno, il piccolo altare traballante per le granate nemiche e trattenuto dal padre, le Sacre Speci irrorate di lacrime mestano scolpiti a fuoco nella mente di chi ha avuto la ventura di leggere quelle pagine altamente letterarie ed umane. Reduce della grande guerra, fu nominato Guradiano dello storico convento della Ganacia, che Egli riportò all’antico splendore. Ebbe amici insigni persone del mondo culturale palermitano, tra cui il prof. Maggiore, l’avv. Campo, il prof. Epifanio e il prof. Orestano. Partecipò alle sedute della «Biblioteca Filosofica», fondata in quegli anni dal Pojero, dal Di Carlo, dal Fatta e dal Manetti, per difendere la fede cattolica dagli errori dell’attualismo immanentistico gentiliano e per propugnare i valori della Trascendenza e dalla Metafisica. Il suo «Problema del Male» uscì, in due volumi, a Palermo nel 1929; ebbe recensioni favorevoli, tra cui quelle del card. Maffi, dello scrittore Papini e del prof. Orestano. Venne nominato Guardiano del Convento di Baida, prefetto degli studi della provincia siciliana; ottenne l’ambito titolo di Lettore Giubilato. La sua passione per il vero e per il bene traboccava in una eloquenza personalissima e affascinante. Molte città della Sicilia, e soprattutto, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Nicosia ascoltarono la sua calda voce di oratore fervido e profondo. Grande vantaggio trassero dalle sue dotte conferenze gli intellettuali della nostra regione. Nel 1933 pubblicò «La dottrina cattolica della grazia contro tutte le correnti del naturalismo moderno». L’ultima sua opera — senza dire dei molti articoli e saggi pubblicati in varie riviste — uscì postuma, a cura padre redentorista G. Cacciatore, suo nipote, ed ebbe il titolo «La sintesi a priori in S. Tommaso e Kant». Con essa, il Nostro tolse parte degli allori delle conquiste all’idealismo, per i istituirle all’Aquinate. La FUCI palermitana lo ebbe suo Maestro, come gli universitari di quell’ateneo. Possiamo ben dire che Padre Di Rosa sia morto nel campo di battaglia della fede: la sua morte fu causata da una congestione polmonare presa all’uscita dell’Istituto S. Rocco di Palermo, ove aveva tenuto una conferenza agli intellettuali. Si spense serenamente la sera del 9 agosto 1948, all’età di 62 anni, nella pace del convento- di Badia, dopo aver celebrato nel mattino la S. Messa. La nostra cittadina gli ha intitolata una via, ma sarebbero opportune altre onoranze a questo illustre figlio di Ravanusa.

Castrenzo Di Prima Colonnello-Scrittore


CASTRENZIO DI PRIMA

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ SALVATORE ARONICA ------------

Il col. Castrenzo Di Prima nato a Ravanusa il 10 gennaio 1909 dall’Ispettore Scolastico Capo Comm. Domenico e dalla signora Enrichetta Catalano (Medaglia d’oro dell’ Educazione nazionale) c h e fecero parte del benemerito Corpo insegnante di Ravanusa e che vanno annoverati nella nobile categoria dei veri Educatori. Il padre nostro carissimo amico, attualmente risiede a Frascati. E a Lui va un cordialissimo saluto e un affettuoso ricordo: il Suo nome resterà perenne-mente scritto negli annali della cultura ravanusana. Personalmente non potrò mai dimenticano come «Decano » e Fondatore » ideale delle nostre iniziative culturali. Ricordo la sua attivissima partecipazione alle nostre conferenze giovanili (quelle del circolo Ugo Foscolo e della Cattedra francescana). E’ doveroso anche aggiun gere la sua ultima attività di Presidente dell’ECA ed il suo costante interessamento per il Magistrale locale, per cui recentemente è stato insignito di Medaglia di oro. Ma andiamo al nostro colonpello. Fanciullo giocava alla guerra, con elmi di cartone e sciabole di legno, sco prendo la sua vocazione, assieme ai coetanei che sono stati poi attori nelle varie « guerre vere ». A Ravanusa frequentò le elementari (ricorda ancora benissimo i maestri di quella bella epoca: Sac. Bellavia, Sac. Attanasio, Fasulo, Travali e le maestre Rizzo e Di Leo; ed ha vivo impresso il ricordo di un tale Mommino, venuto a mancare fanciullo, cui il maestro Travali con i 1 suo arguto ed incisivo fresano, aveva dato l’appellativi « Ammiraglio Nelson », per il biusotto bleu ed il berrettino da marinaio che poi tava sempre, ed al quale la scolaresca conservò per religioso rispetto il posto sempre vuoto. Ultimate le elementari il Nostro, nel 1919, andò a frequentare le ginnasiali prima a Caltanissetta, p o i a Licata indi al Liceo di Gela. Nel 1929 fu ammesso all’Accademia Militare di Modena e nominato S. Tenente di fanteria in spe. Dopo un anno di Scuola di Applicazione a Parma, fu destinato al 60 fanteria a Palermo e nella stessa sede fu istruttore alla Scuola A. U. C. di complemento sino al 1938, e suc cessivamente all’Aquila. Nel 1940 promosso Capitano, fu trasferito, a domanda, al 130 fanteria al fronte occidentale. Prese parte alla guerra sul fronte greco e poi alla guerriglia quale Comandante di Btg., meritandosi per atti di valore sul campo, una medaglia d’argento, una di bronzo, tre croci di guerra e sei encomi per fatti di arme, avendo riportato tre ferite in combattimento. Dopo gli eventi bellici del 2° conflitto mondiale, fu nominato A.M. in 1° del 1390 Rgt. f. poi del 50 fanteria e poi del 6° Aosta. Altre cariche ricoperte:Capo Ufficio dell’Ufficio Ter ritoriale e Affari Vari d e 1 Corpo d’Armata della Sicilia, Capo Uff.. del Presidio di Padova, Comandante il D.M. di Cosenza, Comandan te del 460 Rgt. f. Attualmente è Capo Ufficio Segreteria e Personale dell’Ispettorato Difesa ABC presso il Ministero a Roma. Oltre alle molte pubblicazioni tecniche concernenti la sua attività (i vari vademecum per allievi ufficiali) il Nostro cittadino ha dato alle stampe due volumi letterari: Novelle, Palermo 1930; Tra i reticolati della prigionia di guerra, Messina 1952: sui quali torneremo a parlare altra volta, presentando anche altri suoi volumi inediti: Liana, Guerriglia in Grecia.

aspare Miccichè insigne educatore

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ SALVATORE ARONICA ------------

Negli annali della storia ravanusana non può non figurare in nome del direttore Gaspare Miccichè, per la opera svolta in oltre un quarantennio in terra straniera a favore di nostri concittadini emigrati e della scuola e cultura italiana. Nacque a Ravanusa il 2 novembre 1853. Ottenuta la patente di maestro in giovanissima età insegnò dapprima a San Cataldo, poi a Ravanusa (la vecchia generazione ancora lo ricorda e ne parla con profondo rispetto), ad Agrigento dove conobbe e sposò l’insegnante Giuseppina Riggio. Da vero pioniere, nel 1881 — nel pericolo in cui Francesco Crispi, essendo la Sinistra al potere, contava molto e godeva illimitata fiducia presso il governo e la monarchia, per il. suo acceso triplicismo e l’aperta ostilità alle correnti di Estrema Sinistra, tanto d’essere chiamato al ministero con il portafoglio degli Interni — allorché il governo italiano si propose l’apertura delle prime scuole italiane all’estero per battere la concorrenza della spedizione francese a Tunisi, Gaspare Miccichè presentò domanda e venne destinato a lanina, in Grecia. S’imbarcò a Brindisi con la moglie e due figli in tenera età, Gaetano ed Alberto; sbarcato a Patrasso, allestita una carovana di quadrupedi per il trasporto delle persone, indumenti, masserizie e libri, attraverso le montagne dell’Epiro, infestate, di briganti, dopo tre giorni raggiunse la sede. In quell’anno gli nacque una bambina, Luisa. Nel 1895 si trasferì a Porto Said, ove nacque il figlio Paolo, divenuto colonnello. Alcuni anni prima, in occasione d e 1 triste eccidio di Dogali (1887) — in cui diecimila uomini comandati da Ras Alula avevano massacrato 500 nostri soldati —aveva perduto il nipote ten. medico Gaetano Miccichè. Alcuni anni dopo, il nostro veniva trasferito a Il Cairo, ove gli nacque una altra figliuola Adelina; quindi passò ad Alessandria dì Egitto, Suez, Ben gasi, Tunisi, e di nuovo a Il Cairo, e a Bengasi allora sotto la dominazione turca: tutte tappe luminose del suo peregrinare, come missionario di civiltà italiana e grande educatore. N o n mancò di aiutare emigrati connazionali e specialmente la colonia ravanusana ad Alessandria d’Egitto, trovando lavoro e soccorrendo anche economicamente i nuovi arrivati. Sulla colonia ravanusana ad Alessandria parleremo diffusamente altra volta:quando pubblicheremo in volume i profili di questi illustri figli di Ravanusa, assieme alla storia della nostra cittadina che abbiamo in preparazione. Fu ancora apprezzato corrispondente d e i maggiori quotidiani nazionali, Giornale d’Italia, La Stampa, La Tribuna, Giornale di Sicilia L’Ora, per cui ebbe molti attestati e benemerenze italiane ed estere e riconoscimenti. Iscritto all’«Albo di oro degli Italiani all’estero», venne insignito di medaglia d’oro e promosso vice ispettore. Nel 1914 fu collocato a riposo per raggiunti limiti d’età. Nel 1929 morì a Racalmuto, assistito amorevolmente dalla figlia Luisa; prima di ispirare chiese di essere seppellito nel cimitero di Ravanusa ed ivi riposa accanto alla compagna adorata della sua vita, nella pace del nostro paese che tanto amò.

L'Arcivescovo Lauricella nostro concittadino


L'Arcivescovo Lauricella

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ SALVATORE ARONICA ------------

Mons. Calogero Lauricella e il primo Arcivescovo — e sinora l’unico — che abbia avuto i natali nella nostra cattolicissima cittadina, pro genitrice di centinaia di sacerdoti secolari e religiosi, di suore di ogni ordine e tuttavia di masse e di molti uomini politici di sinistra. Nato a Ravanusa il 2 gennaio, da Gerlando e dalla piissima donna Rosalia Costanza, perduto il padre nella primissima infanzia venne educato dalla madre e dallo zio arciprete e Vicario Foraneo di Menfi Vito Costanza che lo incanalarono ‘verso la meta Sacerdotale. Frequentate le elementari a Menfi, entrò nel seminario agrigentino il 15 Ottobre 1929 e vi rimase per dodici anni, distinguendosi per la profonda pietà e per lo straordinario successo negli studi. Venne ordinato Sacerdos in aeterum da Mons. Vescovo Peruzzo il 12 Giugno 1941, nel burrascoso periodo bellico. Stimato da Mons. Jacolino Rettore del Seminario, non venne destinato alla vita parrocchiale, bensì chiamato alla carica di Vice-Rettore e di Professore di Lettere; quindi successe allo stesso Mons. Jacolino. divenuto vescovo di Trapani, nel la carica di Rettore nell’ottobre 1947: carica che conservò anche dopo la sua e-lezione a Vescovo, sino al trasferimento nella diocesi di Cefalù. Ricoprì la carica di Assistente diocesano della Gioventù femminile di Azione Cattolica, di direttore delle Opere Missionarie ricordo ancora una meravigliosa Mostra Missionaria ch’Egli organizzò, inaugurata dal Cardinale Ruffini, originale per gli oggetti di arte sacra e profana provenienti dalla Cina, ove era in quel periodo Missionario P. Cucchiara), dell’ Opera delle Vocazioni. Nel Seminario profuse tutta la Sua intelligenza e le Sue migliori energie, curando la formazione spirituale dei seminaristi — dietro opportuni consigli richiesti ai grandi Card. Schuster e P. Gemelli — la loro preparazione culturale con adeguati curriculum di studi moderni rispondenti alle esigenze della nostra società contemporanea; ma il Suo merito più grande resta lo aver fatto rinovare radicalmente la vecchia costruzione dello Sterichiaramontano adibito da tempo a Seminario, ma niente affatto funzionale. Il Rettore Lauricella esperì ogni sorta di iniziative, interventi della Regione siciliana, della Provincia, delle parrocchie, delle associazioni cattoliche, per reperire milioni e milioni, onde ricostruire aule scolastiche e restaurare tutto lo immobile. Nel dicembre 1950 venne nominato Canonico del Capitolato della Cattedrale. Nel maggio 1961 gli è stata conferita la pienezza del Sacerdozio con la consacrazione a Vescovo titolare di Sele; ebbe quindi l’incarico di Ausiliare dell’Arcivescovo Mons. Peruzzo e d e i suoi successori. Attualmente è Vescovo ausiliare a Cefalù. Fu Arcivescono titolare di Siracusa dal 1973 al 20 giugno 1989, giorno in cui ritornò alla casa del Padre. Le sue spoglie riposano a Siracusa nel Santuario della Madonna delle Lacrime, eretto per Suo interessamento".

Nostro concittadino famoso illusionista

Questo articolo è stato tratto da "Il Saraceno" periodico d'informazione ravanusano degli anni sessanta.

------------ SALVATORE ARONICA ------------

Non capitano tutti i giorni certe gradite sorprese. Il prof. Biagio Savarino sbarca a Tunisi, in una delle sue gite. Gironzola un pò per le vie della città e dopo una giornata di calura dà un’occhiatina, da ancien viveur, all’elegante Casinò. Viene attratto dalla programmazione di quella sera: "illusionismo e prestidigitazione". Si siede al tavolo a sorbire una bibita ed assiste allo spettacolo. Chi poteva incontrare? Aveva visto i cartelloni ed aveva notato un viso a lui conosciuto. Ma il prof. che ha girato più volte il mondo, tutto poteva sognare tranne che lo spettacolo di un ragazzo ravanusano — appena ventenne — che si presentava con il nome d’arte GIN LAUTREC. Figuratevi l’incontro e immaginate i paternali abbracci. E’ un dato di fatto che il nostro concittadino VITO DI SALVO va riscotendo i più lusinghieri successi in tutta l’Europa. E’ stato scritturato dai migliori Casinò di Tunisi, Saint Vincent e Tripoli, dai cabaret più in voga come il Maxim di Milano, il Moulin Rouge di Vienna e dai ritrovi mondani di Barcellona, Amburgo, Dusseldorf, Zagabria, Roma. La stampa europea gli ha dedicato molto spazio, considerato che negli spettacoli organizzati dal suo agente ricopre sempre un ruolo di primo piano. Di Salvo ha scelto bene il suo nome d’arte che ricorda i! grande pittore francese dei locali notturni parigini. Gim può paragonarsi davvero al grande pittore quando cura i suoi spettacoli con quella inconfondibile mimica figurativa e coloristica che è sua dote naturale. Il nostro concittadino ha debuttato nel 1961, vincendo l’ambitissimo premio del Mago d’Argento al Festival di S. Andrea Bagni (Parma). E i suoi numeri, oltre ad essere composti da molte manipolazioni — carte, palline, ditali, foulards, monete, vaschette piene di pesci — eseguite alla perfezione, perseguono scopi prettamente educativi e — diremmo in un certo qual senso — di ascetismo. Dal retore Cora e dal sofista Gorgia, figli della nostra terra, ha ereditato l’arte della manipolazione, l’arte di fare smarrire gli interlocutori; ma da buon siciliano non ama il passatempo: collabora anch’egli alla ricostruzione della nostra società.

Onorevole Presidente SALVATORE LAURICELLA


SALVATORE LAURICELLA

Articolo tratto dal sito dell'Assemblea Regionale ( Palermo )

E' nato a Ravanusa (Agrigento) il 18 maggio 1922. Eletto nella lista del Partito socialista italiano nei collegi di Agrigento (con voti 20.485 di preferenza su 31.308 di lista - percentuale 65,43) e di Palermo (con voti 37.754 di preferenza su 89.251 di lista - percentuale 42,30). Ha optato per il collegio di Palermo. Dottore in giurisprudenza. Avvocato. Pubblicista. Iscritto al Partito socialista dalla sua ricostituzione, è figlio di Giuseppe Lauricella uno dei fondatori e dirigenti del Partito socialista nel periodo prefascista. Ha ricoperto la carica di Sindaco di Ravanusa dopo le elezioni amministrative del 1946, 1952, 1964 e 1967. E' stato dirigente sindacale, segretario della Camera del Lavoro di Ravanusa e componente della segreteria confederale (CGIL) di Agrigento, Presidente della Lega provinciale delle Cooperative e Mutue di Agrigento e Segretario della Lega regionale dei Comuni siciliani. Componente della direzione regionale del PSI nel 1954, è stato eletto segretario regionale nel 1959. Come dirigente dell'Ufficio legislativo del gruppo parlamentare socialista dell'Assemblea regionale siciliana ha particolarmente curato l'elaborazione delle proposte per la riforma amministrativa della Regione siciliana e del progetto sull'industrializzazione. Dal 1959 al 1970 è stato segretario regionale del PSI. Dal Congresso di Napoli è membro del Comitato Centrale e, da quello di Roma, componente della Direzione socialista. Eletto Deputato al Parlamento nazionale nella Circoscrizione della Sicilia occidentale nelle elezioni del 1963 con 29.180 voti di preferenza, ha fatto parte delle Commissioni legislative: Giustizia, Agricoltura, Difesa e Trasporti. Capolista della Circoscrizione della Sicilia occidentale nelle elezioni del 19 maggio 1968 è rieletto Deputato al Parlamento nazionale con 40.582 voti di preferenza. E' stato Ministro della ricerca scientifica, prima, e dei lavori pubblici nei Governi Rumor e Colombo nel corso della V legislatura. Come Ministro dei lavori pubblici è stato presentatore della legge di riforma della casa e di quella per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina e per il risanamento e la salvaguardia di Venezia. Capolista della circoscrizione della Sicilia occidentale nelle elezioni del 7 maggio 1972 è rieletto Deputato al Parlamento nazionale con 72.803 voti di preferenza. Ministro dei Lavori Pubblici nel IV e V Governo Rumor. E' rieletto Deputato al Parlamento nazionale per la quarta volta il 20 giugno 1976 nella stessa circoscrizione con 47.032 voti di preferenza, e per la quinta volta il 3-4 giugno 1979 con 55.385 voti di preferenza. Rieletto Segretario regionale del PSI l'11 maggio 1981. Eletto deputato regionale nel giugno del 1981, ha assunto la carica di Presidente dell'ARS nel 1981, mantenendola fino alla scadenza della legislatura. Rieletto. nel 1986, è stato riconfermato Presidente dell'ARS.

Autori di Ravanusa

Questo articolo è stato tratto da "RAVANUSA TERRITORIO E TRADIZIONI" scritto da:

------------ GINA TERMINI NOTO ------------

Il cittadino ravanusano ha una sua carta di identità che lo contraddistingue dagli altri. E’ sveglio ad oltranza, sognatore, ricco di inventiva e di fantasia,socievole e conseguentemente amante della dialettica. Come prima impressione lo si direbbe un uomo volitivo e di grandi risorse ma, ahimè!, in loco ha stentato ad intraprendere delle vere e proprie iniziative industriali e produttive e se diviene uomo d’affari e sa crearsi una buona posizione economica lo fa lontano dalla sua terra,in America,in Francia,in Germania o nel nord Italia. A noi comunque fa sempre piacere sapere che molti, "fuggiti" dall’avara terra di Sicilia hanno fatto fortuna. Il cittadino ravanusano ha dovuto lottare contro la fame e in passato è stato costretto a sfruttare la sua intelligenza per le più impellenti necessità,ma appena ha potuto soddisfare i suoi bisogni materiali ha pensato subito a migliorare culturalmente dando ai figli la possibilità di istruirsi. I conventi, gli istituti religiosi, il Seminario erano i punti di riferimento. La Ravanusa della prima metà dell’Ottocento, pur movendosi attorno ad una modesta agricoltura (fave e frumento) evidenzia di già un fermento di idee che viene colto non dai "galantuomini", i quali pur detenendo i posti chiave della vita politica locale non ne hanno concretamente migliorato la realtà estraniandosi dalle esigenze effettive della popolazione, ma dallo sparuto numero di professionisti e da qualche "burgisi" di vivace intelligenza che si preoccupa di fare istruire i figli per inserirli nella buona società. Chi aveva la fortuna di potere entrare in qualche istituto religioso non si acquietava nei "molli ozi" del "Giovin Signore" ma ambiva ad arricchire la propria mente a maturare la propria intelligenza per uscire da una realtà angusta. Molti di essi si sono affermati fuori dall’ambiente natio dove hanno occupato posti di prestigio e di responsabilità, pochi sono rientrati per operare in loco. Nasce così la classe intellettuale. Il nostro paese vive tramite questa privilegiata categoria di persone momenti intensi di vita che porteranno al risveglio sociale e culturale della Ravanusa di oggi. Si ricordano in ordine cronologico gli autori che, in prosa o in versi, hanno fatto pubblicazioni di vario genere dando così lustro a Ravanusa.

DOTT. FERDINANDO LAURICELLA

(Ravanusa 1822-1900).

Medico, esercitò la sua professione a Ravanusa.Fu il primo ad indagare sulla storia del nostro paese. La sua opera è un prezioso documento per quanti vogliono affrontare ulteriori ricerche e studi.

OPERE:

— "Ricerche storiche sull ‘origine di Raì’an usci e sui baroni che governarono questo comune ", Girgenti 1 890.

PROF. LUIGI MARINO

(Ravanusa 1847-Catania 1912)

Studiò nel Seminario di Agrigento. Frequentò l’Università di Napoli ove conseguì la laurea in Giurisprudenza e successivamente la laurea in Lettere e filosofia. Insegnò all’Università di Napoli e di Catania, rivelandosi ingegno versatile e aperto alle dispute filosofiche.

OPERE:

"Il problema e/ei pro bienzi, ossia Ubi Consistam della morale e della religione", Napoli 188 1-1888;

"La diplomazia contemporanea e gli ideali della giustizia", Napoli, 1888;

"Il segreto della vita", Catania 1899;

"Morale e Giustizia nel conflitto auglo-portoghese, Catania

1900;

"La morale e la giustizia nella storia dei trattati",C atania, 1900;

"Presupposti delle scienze morali e sociali";Catania, 1901.

SAC. PROF. MARIO MUSSO GIULIANA

(Ravanusa 1882-1945)

Sacerdote nel 1909 fondò il Circolo Silvio Pellico; autore di teatro, oratore forbito, battagliero, partecipò attivamente alla vita culturale, sociale e politica di Ravanusa. Professore al Seminario di Nicastro tenne conferenze agli intellettuali. Autore di drammi e farse brillanti di cui si ricordano "La taverna di lu zì Simuni"; il prologo al dramma "Tra i figli di Cam"; "Elogio funebre per le esequie del prof. Francesco Scerbo di Marcellinara (CZ)"; "Elogio funebre a Padre Gioachino La Lomia"; "Elogio sulla bara del dott. Gaetano Gurreri". Più famoso tra tutti resta il "Mortorio", dramma in otto atti sulla Passione e morte di Cristo, da noi più volte rappresentato per intero o nella riduzione della "Scinnenza".

PADRE LUIGI DI ROSA

(Ravanusa 1886 - Palermo 1948)

Frate francescano, sacerdote nel 1910. cappellano militare in zona di operazioni nella I guerra mondiale a Veliki H. Affascinante predicatore, docente di filosofia e teologia nella scuole francescane, attivo frequentatore della biblioteca filosofica di Palermo.

OPERE:

"Il problema del male", Palermo 1929;

"La dottrina cattolica della grazia contro tutte le correnti del naturalismo moderno", Palermo 1933;

"La sintesi a priori .S. Tommaso e Kant", Roma 1950, postumo, a cura del nipote sac. Giuseppe Cacciatore.

DOTT. BIAGIO ZAGARRIO

(Ravanusa I 898-Genova 1 951)

Conseguì la laurea in giurisprudenza a Catania; fu Procuratore generale delle imposte a Carrara, Chiavari, Genova.

OPERE:

In prosa:

"E’ già una signorina la bimba"; ‘71 nostro paradiso perduto"; In versi:

"Gli uomini della piana "; "Il turno"; "Sereno ".

SAC. PROF. GIUSEPPE CACCIATORE

(Ravanusa 1907 - Roma 1977)

Nipote di Padre Luigi Di Rosa. Sacerdote nel 1931 a Cortona, dove insegnò teologia e dommatica a soli 28 anni. Docente universitario di storia ecclesiastica a Cassino. Teologo di chiara fama e scrittore versatile.

OPERE:

"Gran mezzo della preghiera ", edizione critica di tutte le opere di S.Alfonso (in collaborazione con altri confratelli); "S.Alfonso e il giansenismo", Roma 1944. Rappresenta la visione più completa della cultura cattolica e della religiosità italiana del Settecento;

"Enciclopedia del Sacerdozio ", Roma 1953; "Su 1 ‘esperienza religiosa di Lutero ", Roma 1970-71.

SAC. PROF. SALVATORE GIAMMUSSO

Redentorista, sacerdote nel 1932, Provinciale di Sicilia, Consultore generale della congregazione e quindi membro della Curia generalizia con sede a Roma.

OPERE:

"I Redentoristi in Sicilia:memorie bicentenarie 1761-196]", Roma 1961.

SAC. ANGELO NOTO

(Ravanusa 1913-1988)

Frequentò il ginnasio ad Agrigento e poi a Nicastro, il liceo nel Seminario di Caltanissetta. Si trasferisce a Roma per frequentare l’Università Lateranense e il 2 dicembre 1935 viene ordinato sacerdote. Nel 1937 si laurea in Teologia; da allora e fino alla morte opera nel Seminario di Agrigento come insegnante di Teologia dogmatica, Storia ecclesiastica e Patrologia. Consegue a Palermo la laurea in Lettere. Fu assistente ecclesiastico della FUCI diocesana, dei Maestri cattolici e della Gioventù Italiana di Azione Cattolica. Dal 1945 fu canonico della cattedrale e dal 1968 fino alla morte fu Vicario generale della diocesi agrigentina, collaborando con i vescovi mons. G. Petralia e mons. L. Bommarito. Amante della cultura promosse iniziative culturali a vari livelli; collaborò con "L’Osservatore Romano" e con diversi periodici agrigentini. Nel 1959 ottenne con bolla di Pio XII l'elevazione a basilica dell’Assunta del duomo di Agrigento; nel 1988 con bolla di Giovanni Paolo 11 ottenne l’elevazione del Convento dei Frati Minori di Ravanusa a basilica dell’Assunta.

OPERE:

"Notizie storiche del Seminario di Agrigento, 1860-1963 ", Roma 1963;

"Cenni biografici del canonico Morinello", Palermo 1970; "Vescovi domenicani nella diocesi di Agrigento", Palermo

1986;

"Ravanusa-Novecento anni di storia religiosa, 1086-1985", Palermo 1985;

"Vita, Vittorina, Suor Vittoria Noto - Profilo bio grafico", Agrigento 1988;

"Origini di Ravanusa ", postumo, pubblicato a cura del prof. Diego Termini, Canicattì, 1989.

PADRE LUIGI DI ROSA Junior

della Compagnia di Gesù

Laureato in Lettere e Filosofia, ha insegnato latino e greco nelle scuole superiori ed è stato professore di Filosofia Teoretica e Storia della Filosofia nell’Istituto "Ignatianum" di Messina, collegato alla Gregoriana di Roma. Successivamente ha anche insegnato Scienze umane nei licei Gonzaga e Garibaldi di Palermo. Ha lavorato per quattro anni a Roma, durante i quali ha svolto un ampio lavoro di preparazione documentaria e di Archivio sull’opera e la figura di Luigi Taparelli d’Azeglio e di altri lavori. Esperto del mondo della Scuola più volte è stato chiamato nell’Università di Palermo per tenere delle lezioni di Filosofia morale e sul pensiero di Pascal.

OPERE:

"Luigi Taparelli d’Azeglio" nell’ambito della Collana "Uomini e idee nella Storia d’Italia", Ed. Universitaria "Cisalpino", Milano.

Questo libro ricostruisce per la prima volta in modo compiuto la biografia intellettuale e morale di quest’altro d’Azeglio che visse e lottò nel periodo del Risorgimento, per immettere la corretta valutazione della realtà storica nell’alveo della giustizia reale.

In preparazione il volume "Dall’esaltazione umanistica alla crisi dell’uomo moderno ".

PADRE SALVATORE LENTINI

della Compagnia di Gesù

Ha compiuto studi classici e presso la Compagnia di Gesù ha studiato filosofia, Magistero, teologia e propedeutica spirituale. Svolge intensa attività in seno alla Compagnia. Ha insegnato presso il liceo scientifico Gonzaga di Palermo. E’ stato il fondatore di Mondo C., associazione di volontariato che presta assistenza con: Telefono Amico, per i problemi della solitudine; Samaritani, per aiuto ad emarginati fisici; Oasi Verde, centro di sollievo per grandi handicappati; Oasi Verde: comunità, per paraplegici. Collabora in diretta con Radio Maria.

OPERE:

"Gesù Cristo: passione e morte" Roma 1983;

"Il Magnificat e la poesia ", Palermo 1988;

"L’Apostolo dell’oriente ", Palermo 1989;

"L’umanità di Cristo: riferimento alla psicologia e al carattere" Palermo 1991;

"S. Bernardetta e Massabielle ", Padova 1992;

di prossima pubblicazione "Il Crocifisso: figure, profezie,

Van gelo ", studio sindonologico.

PADRE PIETRO DI ROSA

della Compagnia di Gesù

Ordinato sacerdote da mons. Angelo Ficarra nel 1946 a Messina, completò la sua formazione religiosa a Firenze frequentando l’anno di probazione. Dopo avere esercitato la sua attività sacerdotale nel collegio dei gesuiti di Catania, nel 1957 si dedicò all’insegnamento delle lettere classiche al Liceo Gonzaga di Palermo, fino al 1969. Successivamente si è interessato di studi storici che costituiscono il fondamento delle sue opere e pubblicazioni varie. In atto opera a Palermo presso l’Istituto Gonzaga.

OPERE:

"Denis Petau e la cronologia", Roma 1960;

"Il padre Giovanni De Rosis (1538 - 1610) e lo sviluppo

dell’edilizia gesuiùca ", Roma 1975.

GIUSEPPE CASCINA

(Ravanusa 1918-1990)

Infermiere presso l’ospedale psichiatrico di Agrigento. Autodidatta, si è rivelato amante delle tradizioni del nostro paese. Collaborò a "L’ECO" dal 1979 sino alla morte.

OPERE:

"Ravanusa ieri - Appunti di un paese com ‘era nel passato",

Agrigento 1989;

"Le chiavi della città ", Agrigento 1990.

PROF. GIUSEPPE ZAGARRIO

Nel 1943 fu uno dei fondatori del Ginnasio del suo paese. Dal 1949 è titolare di una cattedra di Lettere italiane e latine in un liceo di Firenze. Ivi nel 1955 vinse il premio di poesia "Città di Firenze" con le tre liriche "A questa terra non nostra", "Sotto i piedi pastori", "Sentinella". Fondatore e condirettore di due riviste ("Quartiere" dal 1958 al 1968 e "Quasi" dal 1971 ad oggi), redattore dal 1965 della rassegna di poesia "Il Ponte", ha proposto in questa sede la maggior parte delle sue operazioni di poesia e di saggistica.

OPERE:

In versi:

"Il mito del Pianto",1948;

"Le stagioni di maggio", 1953;

"A questa terra non nostra ", 1956;

"Tra il dubbio e la ragione ", 1963:

Tra gli interventi critici:

"Sicilia e poesia contemporanea", 1964;

"Struttura ed impegno:poesia ", 1966;

"Poesia tra editoria e anti", 1970;

le monografie su Luzi e Quasimodo, 1968-1969 e quelle su

Sereni, Roversi e Toti, 1979;

"Febbre, Furore, Fiele", Milano 1983.

PROF. ALBERTO JANNI’

E’ titolare della cattedra di endocrinologia dell’Università di Palermo e Direttore del Dipartimento di Endocrinologia dell’ Ospedale "V.Cervello" di Palermo. E’ autore di oltre 150 pubblicazioni su argomenti vari di medicina generale, sino al 1970, poi esclusivamente di Endocrinologia, alcune apparse anche su riviste straniere. E’ autore delle seguenti monografie:

"Il Cozzo Endemico in Sicilia "; "I tumori della tiroide"; "La cute nelle endocrinopatie";

"Smossi di terapia delle malattie della tiroide e delle paratiroidi ".

PROF. FILIPPO BRUNETTO

Conseguita la laurea in Lettere classiche a Palermo nel 1959, è stato assistente volontario del prof. Valentini nella cattedra di letteratura cristiana antica della stessa Università. Ha compiuto studi filosofici all’Ignatianum di Messina, dove ha sostenuto due dispute davanti al Senato Accademico sull’Immortalità dell’Anima e sull’Esistenza dell’Universo. Attualmente insegna presso il Liceo pedagogico sociale di Ravanusa.

OPERE

"La questione della Vera Causa in Davide Hume ", Bologna 1964;

"L’Alveare ", antologia per la Scuola Media, in collaborazione col prof. G.B. Comandè, Bologna 1970.

PROF. SALVATORE ARONICA

Direttore didattico presso il Circolo di Ravanusa.Ha conseguito il Diploma di Studi Superiori Europei (Centre Europeen Universitaire di Nancy). Ha preso parte a diversi stages del CIFE (Centro Internazionale di Formazione Europea di Parigi). Ha condotto un’ ampia inchiesta sulle condizioni di vita e di lavoro degli emigrati italiani nel bacino carbonifero di Lorena. Ha ottenuto il secondo Premio nazionale di poesia "Città di Gela", nel 1963. E’ stato fondatore e direttore del periodico locale "Il Saraceno".

OPERE:

"Filosofia della storia d ‘ArnoldJ. Toynbee ",Lugano, 1961; "Un mignolo di sud", Parma, 1963.

Ha pubblicato inoltre dei saggi sulla rivista "Cenobio" di Lugano sui seguenti argomenti:

"Junius: Scritti federalisti sotto pseudonimo e clandestini di Luigi Einaudi", "Il gruppo di Ventotene, ossia le origini clandestine del Movimento Federalista Europeo"; "La civilisation occidentale et ses probleines schez Toynbee";

"L’esperimento della Scuola Europea di Lussemburgo"; "L’idea europea tra le due guerre".

SAC. NUNZIO BURGIO

(Ravanusa 1932 - Agrigento 1986)

Studiò presso il Seminario di Agrigento dove è stato ordinato sacerdote nel 1957.Fu direttore spirituale ed insegnante dei seminaristi di Favara. Dal 1965 al 1976 fu arciprete di Burgio. Dal 1976 sino alla morte fu Direttore spirituale del Seminario di Agrigento e assistente spirituale dei familiari del clero.

OPERE:

In versi:

"L’ultima preghiera della sera", Palermo 1970;

"Lì Girasole", Palermo 1985;

"Il tuo motto: SI", raccolta di scritti di Angelina Tricoli,

Palermo 1978.

In prosa:

"Vero uomo, vero cristiano, vero sacerdote" (raccolta di scritti di mons. Giuseppe Urso), Roma 1981;

"La messaggera del SI, Angelina Tricoli, orsolina ", postumo, Agrigento 1989.

LUISA TRENTA MUSSO

Ex allieva salesiana, si è dedicata all’insegnamento dal quale ha tratto le sue esperienze culturali e di vita.Vive ed opera ad Agrigento dedicandosi a studi critici di letteratura. Nelle sue opere di narrativa mostra particolare propensione per il suo paese natio di cui ha colto i sentimenti più cari e più genuini che ha rielaborato in quelle che sono le tematiche fondamentali dei suoi scritti. Collabora inoltre con saggi ed interventi critici alla Terza pagina del quotidiano LA SICILIA e a varie riviste specializzate.

OPERE:

"La sfida", Palermo 1976;

"C’è sempre una terra a Sud", Torino 1979;

"Il nodo al fazzoletto", Palermo 1980;

"Fotogrammi", Palermo 1985;

Ha curato "I guerrieri di Riace ", di Mario Grasso, letture critiche di AA.VV., Caltanissetta 1984.

Di prossima pubblicazione il testo di narrativa "La casa dell’eco".

LINA LAURICELLA PORTELLI

Ex allieva salesiana ha compiuto gli studi nell’Istituto 5. Lucia di Palermo. Si è dedicata all’insegnamento e successivamente allo studio delle tradizioni popolari di Ravanusa che ha proposto in forma pubblica in una conferenza e in una mostra popolare che ha organizzato nel 1990 presso la Biblioteca comunale.

OPERE:

"Un antico paese dell’Imera-vicende e uomini", Palermo

1983;

"Memorie di Sicilia, immagini della mia terra ", Palermo

1985.

DOTT. ANGELO TERMINI

Laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università di Palermo nel 1962, si è specializzato in Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e Rianimazione. Ha esercitato la professione in Ortopedia e Traumatologia prima presso il CTO di Padova e successivamente a Palermo. Attualmente è primario presso il CTO di Palermo. Ha pubblicato i seguenti lavori:

- Le ossa sovrannumerarie del tarso (studio su 1000 casi);

- Su di un caso di ginocchio varo bilaterale di alto grado ad

etiologia rachitica;

- Indicazioni alle protesi totali di anca (studio clinico);

- Moderno trattamento delle fratture laterali semplici e complesse di anca: chiodo Gamma. (Studio clinico: indicazioni,

trattamento, casistica). 

SAC. GIOVANNI CARMELO PICONE

Ha studiato al seminario di Agrigento dove è stato ordinato sacerdote nel 1963. Nel 1966 ha studiato teologia all’Università Lateranense di Roma. Appassionato di musica ha compiuto studi musicali al Pontificio Istituto di Musica Sacra diplomandosi in Magistero in Canto Gregoriano, Musica Corale e Direzione di Coro, Direzione di Orchestra, Organo e Composizione. Dal 1975 insegna Esercitazioni Corali al Conservatorio di Campobasso. E’ direttore del Coro "Una voce" che si dedica esclusivamente al Canto Gregoriano e Medievale, dando concerti presso varie istituzioni italiane e collaborando col Centro Studi sul Teatro Medievale e Rinascimentale, per la realizzazione in scena e in video-clip di drammi liturgici medievali. Come direttore del Coro dell’Assunzione di Roma ha collaborato da venti anni con il Teatro dell’Opera per la sezione dei ragazzi cantori, con i quali ha preso parte alla realizzazione da parte della RAI e della RADA Film della Tosca in diretta ed in mondovisione nei luoghi e nelle ore di Tosca. Con lo stesso coro ha dato concerti in Italia e all’estero (Inghilterra, Canada, Australia, Hong Hong, Corea del Sud, Argentina, Brasile, U.S.A.)

Ha pubblicato:

"Il Salicus con lettere espressive nel manoscritto di LAON 239", nella rivista ETUDES GREGORIENNES, 1977.

Si tratta di uno studio paleografico che ha segnato l’inizio della nuova interpretazione ritmica del Canto Gregoriano, nell’ambito della scuola di Paleografia musicale di Eugene Cardine.

BALDASSARE TURCO

Dopo poco più di un decennio trascorso in Germania,si è stabilito a Genova dove vive e lavora. Scrittore e poeta è presente in numerose antologie di letteratura contemporanea sia con racconti che con poesie. Ha partecipato al concorso "La Lizza d’ Oro" per la sezione Libri editi di poesie.Uomo di fede si è sempre impegnato per gli ideali di giustizia, di fratellanza, di pace.

OPERE:

In prosa:

"Le interviste di Luca", Livorno, 1983;

"Scampoli prose d’arte", Genova, 1991;

"Messo alle corde", Genova, 1993; In versi:

"Pratulum", Catanzaro 1983;

"Haiku e stornelli", Genova 1991;

"Scampoli poetici", Genova, 1991

"Diario clinico", Genova, 1992;

"Canti per la donna amata ", Marina di Carrara, 1992;

"Attendendo il giorno", Marina di Carrara, 1993:

PROF. CALOGERO SURRENTI

Laureato in Medicina e chirurgia presso l’Università di Firenze nel 1962,dal 1983 è professore di ruolo di Gastroenterologia della Università di Firenze,Direttore della scuola di specializzazione in Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva,Primario della divisione di Gastroenterologia nel policlinico di Careggi.E’ inoltre membro delle seguenti Società Scientifiche:

-Società italiana di Gastroenterologia (SIGE);

-Associazione italiana per lo studio del fegato (AISF);

-Società italiana di Medicina Interna;

-European Association Liver Diseases (EASL);

-Dal 1984 membro del Comitato Direttivo della Società italiana di Alcologia (SIA);

-American Gastroenterological Association (AGA);

-British Society of Gastroenterology (BGS).

E’ autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali nel campo della patologia gastrointestinale e del fegato di cui si ricordano:

- "Il rosso rutenio antagonizza selettivamente il release di vasoactive intestinalpolypeptide (VIP) indotto da capsaicina dal colon umano

Neuroscience letters, 126:134-136,1991:

- "Release di neurochininaA indotto da capsaicina dal muscolo e dalla mucosa del corpo gastrico:correlazione con il release di calcitonin gene-relatedpeptide indotto da capsaicina neuro-peptidesi 19:138-145",1991.

- "Diminuzione dell ‘immunoreattività per il calcitonin generelatedpeptide e per la sostanza P nelle ulcere duodenali del ratto

- "Sensory nerves and Neuropeptides in Gastroenterology ". Edito da M.Costa et al., Plenum Press, New York, 1991.

- "Ulcera duodenale e sindrome di Sjogren in pazienti con cirrosi biliare primitiva:un ‘associazione cusale? ".

- "Il peptide calcitonina gene-correlato aumenta la produzione di glicosaminoglicani ma non di colla gene tipo I e III in colture di adipociti di ratto ".

- "Prognosi nella cirrosi biliare primitiva. Una rivisitazione ".

- "Le trasformazioni deifattori di crescita B/1 e B/2 avvengono in modo differente nel fegato fibrotico (Fibrosi epatica) ".

- "Effetti del Sulglicotide nella sintesi della prostaglandina endogena nella mucosa antrale dell’uomo ".

- "Attività capsaicino-simile di NEthylmeimide nello stomaco del ratto ".

- "Relogazione della sintesi della matrice extracellulare tramite ilfattore di crescita B/1 nelle cellule adipocite umane ".

PROF. FILIPPO TORNAMBE’

Laureato in Filosofia presso l’Università degli studi di Genova, dopo un periodo di insegnamento al liceo di Novara si è trasferito a Ravanusa , il paese dei suoi genitori. Attualmente insegna filosofia presso il Liceo Sperimentale Pedagogico sociale di Ravanusa. E’ autore di liriche nelle quali spesso esprime l’angoscia del vivere quotidiano ma anche alcuni quadretti di vita serena.

OPERE:

"Una raccolta di poesie", Forlì, 1974;

"L’acqua degli occhi", Forlì, 1985;

"Sangue e parole" Forlì, 1987.

PROF. CARMELO MALFITANO

Ha studiato in istituti religiosi e si è laureato in Lettere classiche presso l’Università di Palermo. E’ docente di Materie letterarie e latino nel Liceo Sperimentale Pedagogico Sociale di Ravanusa.

OPERE:

"Candide colombe" liriche, Agrigento 1983;

"Afferrare un sogno", liriche, Palermo 1992;

"Sintiti amici - Rime e rimatori popolari a Ravanusa ",

Canicattì 1990;

"Visti dentro" (critica), Agrigento 1987;

"Fratel Gaetano Malfitano, missionario gesuita" (biografia), Palermo 1989.

PROF. SALVATORE SAMMARTINO

Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo nel 1968. L’anno successivo è stato assistente incaricato alla cattedra di Scienza delle Finanze e Diritto finanziario e successivamente assistente di ruolo presso la stessa cattedra fino al 1980. Nel 1972 ha conseguito la laurea in Scienze Politiche presso Io stesso Ateneo.

Dal 1976 al 1980 è stato professore incaricato di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Giurisprudenza (Corso di laurea in Scienze Politiche). Dal gennaio 1984 è professore ordinario di Diritto Tributario nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Palermo (corso di laurea in Giurisprudenza). Ha insegnato pure Scienza della Finanze e in atto insegna Diritto Finanziario nel corso di laurea in Scienze Politiche.

Ricopre altresì la qualifica di docente di Diritto Tributario Regionale presso la Scuola di specializzazione in Diritto delle Regioni e degli Enti Locali dell’Università di Palermo.

Ha pubblicato i seguenti lavori:

Monografie:

-Profilo soggettivo de/presupposto dell‘IVA, Milano, Giuffrè, 1975;

-Le violazioni relative alla dichiarazione dei redditi, Milano, Giuffrè, 1979;

Altri scritti

-Interrelazioni tra inflazione e prelievo fiscale, Palermo, 1976;

-Considerazioni sull‘imposta di registro, Milano 1979;

-La sanzione penale relativa alla dichiarazione dei redditi

incompleta, infedele o non presentata, Milano, 1979;

-Sui limiti di applicabilità di talune sanzioni fiscali, Agrigento,

1980;

- Il meccanismo delle detrazioni IVA, Agrigento 1980;

- Capacità contributiva e finanza locale, Padova 1983;

- La deducibilità della spese e la nozione di "costo dei beni ",

Padova 1988;

- Cessione dei crediti (Diritto tributario), in Enciclopedia

Giuridica voi VI, Roma 1988;

- Cessione del contratto, idem;

- Cessione dei beni, idem;

- Prestazione dei servizi, idem, voi XXIV, Roma 1991

- Accertamento sintetico e rilevanza del giudicato penale nel

procedimento tributario, Milano 1989.

PROF. CALOGERO GAMBINO

Laureato in filosofia nel 1972 presso l’Università di Palermo, in atto insegna presso il Liceo Sperimentale Pedagogico Sociale di Ravanusa.

OPERE:

"Rapporto valore dei figli = valore dei genitori ", Agrigento 1988.

PROF. FRANCESCO PROVENZANO

Ha conseguito la laurea in filosofia neI 1974 presso l’Università di Palermo; ha iniziato la sua carriera professionale come docente di Lettere.

Ha collaborato a "L’ECO" di Ravanusa, al periodico

agrigentino "La Scelta" e al quindicinale ennese "Ottogiorni".

I n atto è preside della Scuola Media "A.Manzoni" di Ravanusa

e presidente dalla Pro Loco.

OPERE:

"Le malizie della vita,il suo fascino"(liriche), Roma 1985; "Il fascio dei lavoratori di Ravanusa ", Caltanissetta, 1987.

SUOR GELTRUDE al secolo LUCIA CASTALDI

Ravanusana di adozione,la ricordiamo perché vive ed opera nella nostra cittadina da oltre trenta anni.Come suora e superiora dell’Istituto "Santina Noto" ha dato un valido contributo alla elevazione morale dei giovani di Ravanusa ed in particolare a quelli del quartiere Lazzaretto. Venuta a contatto con la terra di Sicilia,con questo popolo,con questi ragazzi, con questa chiesa,nelle sue liriche esprime l’urgenza di chiedere al Signore il Suo intervento per giorni migliori.

OPERE:

"Raggi di sole", Canicattì, 1982;

"Sciuri do’ Penziero ", Canicatti, 1983;

"A madre Gargani", S.Ferd.di Puglia, 1985;

"Amor mi muove", Foggia, 1987;

"Fiori a Maria", Canicattì, 1988;

"A Peppinuccia", Canicattì, 1989;

"Per dirti grazie ", Canicattì, 1992.

 
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