gototopgototop

Notaio Abbruscato

Cessione di quote sociali con riserva di proprietà
Scritto da Antonio Ruotolo   

TRASFERIMENTO DI PARTECIPAZIONI SOCIALI CON RISERVA DI PROPRIETÀ E PUBBLICITÀ 

Si prospetta la seguente fattispecie: “Il Registro Imprese di Brescia si pone il problema di dare evidenza, al momento dell'iscrizione, alle cessioni di quote con riserva della proprietà per le quali non è prevista adeguata pubblicità, circostanza che può danneggiare chi fa affidamento sulla bontà delle risultanze dei registri pubblici.

Il quesito è stato avanzato da un commercialista e da un notaio.

Il problema si pone oggi, dopo l'entrata in vigore dell'articolo 16 comma undecies legge n.2/2009, con rilevanza maggiore che in passato, in quanto una volta iscritto il cessionario, benché non ancora proprietario della partecipazione, può esercitare tutti i diritti patrimoniali e amministrativi che la posizione di socio gli attribuisce nei confronti della società.

Il locale Registro ritiene possibile segnalare il trasferimento, ma non cancellare il cedente dalla sua qualità di socio; arriva persino a dubitare della legittimità di iscrivere tale atto, dato che non c' è ancora trasferimento. Ma ove si seguisse la strada di segnalarlo o iscriverlo con l'evidenza della condizione, come imporre e a chi l'obbligo o l'onere di cancellare la condizione?

Un atto di avveramento o accertamento dell'avvenuto pagamento può essere iscritto per il tramite dell'intermediario commercialista, non trattandosi di un trasferimento inter vivos? Ovvero spetta solo al notaio? Ovvero ancora è possibile accettare una dichiarazione sostitutiva del cessionario o del cedente che dichiari avvenuto il pagamento del prezzo e chieda la cancellazione della nota posta a margine dell'iscrizione o la cancellazione dell'iscrizione stessa qualora si scelga la strada di posticiparla a tale secondo momento?

 **

La questione prospettata involge diverse tematiche, su alcune delle quali non è possibile in questa sede prendere posizione, essendo le stesse all’attenzione della Commissione Studi di Impresa che da tempo sta esaminando il problema del trasferimento di partecipazioni di s.r.l. con riserva della proprietà, con particolare riguardo agli aspetti pubblicitari ed alla ripartizione dei diritti sociali (voto, utili, ecc.) fra cedente e cessionario.

Basti pensare che, risolta la questione relativa alla applicabilità dell’istituto previsto dall’art. 1523 c.c. a categorie diverse da quelle dei beni mobili cui la norma specificamente si riferisce (per una accurata ricognizione, v. Boero, Riservato dominio per immobili e mobili registrati, in Studi e materiali, I, Milano, 1986, 231; Leo-Ruotolo, Vendita con riserva di proprietà e comunione legale dei beni, in Studi e materiali, 6.1, Milano, 2001, 189; Labriola, Vendita di immobili con riserva di proprietà e loro successiva circolazione, in Studi e materiali n. 1/2005, 122 ss.; per l’ammissibilità della vendita di azienda con patto di riservato dominio, Cass. 28 novembre 1961, n. 2748, in Giur. It., 1962, I, 134 ss.), restano come noto discusse la natura e la struttura della vendita con riserva della proprietà.

Alla tesi tradizionale di coloro che la inquadrano come vendita sottoposta a condizione sospensiva (Gorla, La compravendita e la permuta, in Trattato dir. civ. Vassalli, Torino, 1937, 324; Rescigno, Condizione, in Enc. Dir., VIII, Milano, 1961, 784, Petrelli, La condizione “elemento essenziale” del negozio giuridico, Milano, 2000, 143 ss.) si affiancano le opinioni di coloro che la qualificano come vendita obbligatoria (Greco-Cottino, Della vendita, Comm. cod. civ. Scialoja Branca, Bologna-Roma, 1981, 437), oppure come vendita risolubile (Pelosi, La proprietà risolubile nella teoria del negozio condizionato, Milano, 1975, 189) o come garanzia reale a favore del venditore, gravante sulla proprietà già acquistata dal compratore (Bianca, La vendita e la permuta, Tratt. Dir. civ. Vassalli, Torino, 1972, 525 ss.; Gazzoni, La trascrizione immobiliare, Tomo I, in Commentario Schlesinger, Artt. 2643-2645-bis, Milano, 1998, 140 ss.).

Ciò posto, le questioni che sorgono in conseguenza della stipula di una compravendita con patto di riservato dominio avente ad oggetto quote di società a responsabilità limitata, sono molteplici.

Così, ad esempio, proprio con riguardo alla pubblicità nel registro delle imprese, si pone la questione dello strumento attraverso il quale procedervi.

Sembra indubbio che, qualsiasi sia la ricostruzione prescelta, la vicenda debba avere una evidenza presso il registro delle imprese, posto che – anche in relazione alla regolamentazione dettata dall’autonomia privata in ordine alla ripartizione fra venditore ed acquirente con riserva della spettanza dei diritti derivanti dalla partecipazione – questa avrà riflessi anche sul piano e della formazione della volontà sociale (diritto di voto) e dell’attribuzione degli utili, ecc., ed il registro delle imprese, soprattutto a seguito delle recenti novità normative, costituisce l’unico riferimento per i soci, per la società e per i terzi ai fini della conoscibilità delle vicende sociali.

Allo stato attuale è dubbio se sia sostenibile la possibilità di dare immediata pubblicità della cessione di quota, con annotazione della riserva di proprietà, procedendosi poi, successivamente al pagamento integrale del prezzo, all’iscrizione di tale circostanza – sulla base di un atto di consenso unilaterale da parte del venditore alla cancellazione della riserva - analogamente a quanto si verifica in ambito di pubblicità immobiliare per la medesima fattispecie.

Questo per tradizionale rigidità della pubblicità presso il registro delle imprese, che pure è, ormai da tempo, in fase di progressiva attenuazione (Tassinari, L’iscrizione nel registro delle imprese degli atti ad efficacia sospesa o differita, in Riv. not., 1996, 83 ss.; di recente, v. anche la massima dell’Osservatorio sulla riforma del diritto societario della Lombardia, Procedura di deposito ed iscrizione di delibere di società di capitali adottate sotto condizione sospensiva).

Si è pertanto ipotizzata, per l’evento condizionale, una autonoma iscrizione, la quale sarebbe assoggettata a cancellazione nel momento del verificarsi dell’evento stesso (Tassinari, L’iscrizione nel registro delle imprese degli atti ad efficacia sospesa o differita, cit.).

Una cancellazione che, nel caso di specie, avverrebbe sulla base della “quietanza” da parte del cedente dell’avvenuto integrale pagamento del corrispettivo.

Ciò posto, appare evidente come il titolo per l’attuazione di detta pubblicità possa essere solo l’atto notarile ovvero la scrittura privata con sottoscrizione autenticata da notaio, dato che tecnicamente questo – a prescindere dalla posizione che si assuma riguardo all’interpretazione del disposto del comma 1-bis dell’art. 36, d.l. 25 giugno 2008, n. 112, ha, infatti, introdotto elementi di novità quanto alle modalità di attuazione del trasferimento di quote di società a responsabilità limitata (sulla quale, come è noto, è intervenuta più volte la giurisprudenza: v. Trib. Vicenza, 21 aprile 2009) – non è un “atto di trasferimento di cui al secondo comma dell'articolo 2470 del codice civile”, fattispecie alla quale si riferisce la citata norma, e che non appare suscettibile di un’interpretazione in questo caso analogica.

 Antonio Ruotolo

 
Indietro

Sito : Home Nuovo Archivio Argomenti Notarili