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Salvatore Abbruscato

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Vangelo 20/7/2016 Parabola del seminatore PDF Stampa E-mail
Scritto da padre Giulio Maria Scozzaro   
Giovedì 21 Luglio 2016 08:34

Mercoledì 20 luglio 2016

XVI Settimana del Tempo Ordinario

 

+ VANGELO (Mt 13,1-9)

Una parte del seme cadde sul terreno buono e diede frutto.

Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a Lui tanta folla che Egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Parola del Signore

Commento di Padre Giulio Maria Scozzaro

Gesù semina di continuo nel terreno che è il mondo, questa semina è la sua Parola. È un nutrimento indispensabile per chi vuole incontrare veramente Dio, perché solo da Lui ci arriva la pace interiore e la vera felicità.

Un nutrimento che l'anima desidera più di ogni cosa, e solo la Parola di Dio infonde certezza spirituale nella vita e un appagamento che risulta impossibile riceverlo dalle cose materiali. L'anima anela a Dio naturalmente, Lui è il suo Creatore e questa tensione dell'anima permane anche se la persona non crede.

L'anima è il principio vitale comune a ogni essere vivente. Per la teologia cattolica l'anima è personale, libera di scegliere il bene e il male, immortale, soggetta a una sola vita terrena senza possibilità di reincarnazione dopo la morte, presente da sempre nella mente di Dio come idea-progetto di amore per il singolo e per il bene di ogni vivente, ma che non preesiste al corpo ed inizia a "vivere" col nascituro.

Leggiamo dal Catechismo della Chiesa alcune importanti precisazioni:

«La persona umana, creata a immagine di Dio, è un essere insieme corporeo e spirituale. Il racconto biblico esprime questa realtà con un linguaggio simbolico, quando dice: "Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente" (Gn 2,7). L'uomo tutto intero è quindi voluto da Dio.

Spesso, nella Sacra Scrittura, il termine anima indica la vita umana, oppure tutta la persona umana. Ma designa anche tutto ciò che nell'uomo vi è di più intimo e di maggior valore, ciò per cui più particolarmente egli è immagine di Dio: "anima" significa il principio spirituale nell'uomo» (362-363).

L'anima avvolge ogni minima parte della persona, dà vita al corpo e senza essa il corpo non potrebbe sussistere. Il corpo è la forma dell'anima, in quanto il corpo fisico è visibile e permette di rendere visibile non l'anima perché è spirituale, ma la sua presenza.

L'anima è la parte più nobile della persona umana e quella più trascurata, infatti al corpo viene offerto ogni confort, una cura spesso esagerata, e molti arrivano all'adorazione permanente del corpo. Diventa un idolo a cui dedicare grande parte del tempo e viene trascurata quella parte più nobile costituita dall'anima.

Il corpo merita ogni cura necessaria, bisogna prevenire e sicuramente interessarsi ad esso, non deve però diventare un idolo.

L'anima si esprime con la parola, fa conoscere i suoi pensieri con il corpo, infatti anche il corpo parla. Il viso è lo specchio dell'anima!

La Parola di Gesù vuole radicarsi in ognuno di noi, e in questa parabola parla del seme per fare comprendere meglio in che modo è possibile lasciarla crescere. Gesù parla di un seminatore che "uscì a seminare. Mentre seminava...".

Qui non viene indicato solo il terreno fertile, come farebbe un contadino accorto, ma Dio non fa calcoli come gli uomini e ama indistintamente tutti, semina la sua Parola in tutti i cuori, se poi non viene accolta e fatta fruttificare, non è Lui il responsabile.

Gesù nella parabola ci parla di diversi tipi di terreno e anche dei rovi che soffocano il seme. Ognuno di noi può capire se sta accogliendo la Parola di Dio con amore e la vive oppure la rifiuta. È importante per chi vuole compiere un buon cammino spirituale, fermarsi ogni giorno e riflettere sulle opere che compie, sulla vita che conduce.

"Una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono.

Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò.

Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono.

Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno".

Nel primo caso l'umanità si chiude in sé, prende una via larga e in questa strada infelice perde ogni comunione con Dio.

Nel secondo è superficiale, di tante cose si preoccupa tranne dell'anima e vive come in agonia.

Nel terzo è presente l'indecisione anche dinanzi ai continui richiami spirituali e si diventa spinosi, intrattabili.

Nel quarto si accoglie la Parola e i credenti conoscono la vera vita, si sentono saldamente appagati e pieni di fiducia in Dio.

Gesù vuole piantare la sua Parola nella nostra vita, noi dobbiamo lasciarla crescere con docilità e accortezza. Preghiamo il Rosario!

 

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