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Salvatore Abbruscato

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Il teatro secondo Goethe

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Vorrei che il palcoscenico fosse sottile

come la corda di un funambolo

affinché nessun inetto

vi ci si arrischiasse sopra...



Forse non sono divenuto mai adulto PDF Stampa E-mail
Scritto da dott Luigi D'Antona, ex dirigente delle Poste italiane   
Giovedì 18 Febbraio 2016 10:49

Forse non sono mai divenuto adulto: ancor oggi, ad ottantun anni, constato che i miei pensieri sono frantumi di incontenibili immaginazioni puerili: mi lascio trascinare, senza governo, da una deriva di sogni campati in aria, e, come il vento, vado a ramengo, assolutamente libero, per ogni direzione, così come capita.
     Tuttavia, non è proprio escluso che tali miei sogni possano avere un qualche fondamento, una minima rilevanza: invero propendo a ritenerli provocati dalla presenza in me d'un ancestrale richiamo ad una mia vita precedente questa che attualmente mi pervade, ad una dimensione temporale e spaziale in cui operò Dio prima di alitare l'esistenza ad un impasto di fango, cioè prima di creare l'uomo, ma già in possesso del seme da cui farlo emergere e quindi anche del mio seme.
     Per dare significato e valore alla mia vita ho bisogno di capire la mia filogesi, di solcare, più col cuore che con la mente, lo sconfinato oceano dei primordi della vita e della storia umana, di intendere il senso del mio essere, chi sono, da dove provengo.
     Appurando poi le oscurità  malefiche della mia anima, ho bisogno altresì di riconquistare l'Eden perduto.
     Non credo, però, che a questi miei bisogni possa sopperire la ragione, che, purtroppo, volge la sua indagine alle cose materiali e dimostrabili e la nega invece a quelle spirituali e indimostrabili, nonché ai numerosi misteri della vita, che sono, si, inspiegabili, ma, nondimeno, innegabilmente  esistenti, necesssaramente sopportati e vissuti dall'uomo.
     Ritengo, allora, che i ridettii miei bisogni  possano essere appagati soltanto dal fiducioso ed ardimentoso abbandono alla fede in un Ente animico, nonché eterno e perciò in possesso del passato, del presente e del futuro.
     In altre parole, lasciando che gli altri vivano liberamente le loro realtà dimostrabili e dimostrate, a me non dispiace affatto d'essere così tanto puerile o addirittura pazzo da inventarmi Dio, da crederlo reale seppure solo in spirito, da credere che un giorno possa raggiungerlo, immedesimarmi con Lui, acquisire la sua conoscenza assoluta ed esaustiva d'ogni cosa, divenire, come Lui, infinito ed eterno.
     In definitiva, penso d'essere, ingenitamente ma con felicità e fierezza, un ingenuo, se non proprio un idiota.
                                   Luigi D'Antona

Anna Maria Cacciatore
"Assolutamente libero"...bellissimo il tuo divagare, il perderti frai i vicoli dei tuoi  "dubbi"  e delle tue certezze...alla fine , Luigi, aggrappandoti ai sogni, ritrovi te stesso, "felice e fiero", grato a Dio che, di certo, si compiace nel sentire che  "non ti dispiace inventarteLo", pur di credere che un giorno ti sara' concesso d'averLo sempre, per l'Eternita', in te e con te...
Cerchi, rimpiangi, indaghi, ti chiedi chi sei e da dove vieni...nel tuo "farneticare" c'e', intatta e forte, tutta la forza del tuo "Credo"...
La Fede, come ben sai ed affermi,  e' abbandono, fiducia, speranza...e' in esse il tuo Eden, il nostro Eden...l'Eden di tutti coloro che,camminando verso la Meta santa, hanno il coraggio di mettersi nelle Mani di Dio, totalmente spogliati del proprio Io e con un cuore che, praticando l'Amore puro, totalmente disinteressato, onorano, consolano e glorificano ill Suo Cuore.
Credo che nulla sia piu' gradito a Dio del desiderio  di raggiungerLo, la brama che rende umile ed ardente l'anima.
Ed e' la Sua presenza nel cuore dell'uomo che accende questo anelito, Lo si sente, ma non si vede e l'anima, inquilina della materia, arde e brama il contatto sensibile...con quel Dio immaginato ed amato...
Dai, Luigi, sarai messo bene nella conta dei Suoi prediletti...ne sono certa

 
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